Un mondo orfano di “Leaders” . Cercasi disperatamente politiche per un progresso equo, sicuro e vivibile.

Mi chiedo da cittadino del mondo a cosa abbiano pensato (una risposta me la sono anche data), i vari politici mondiali negli ultimi venti anni, azzardando un periodo congruo. Hanno saputo magistralmente  utilizzare tematiche come : ambiente, progresso, tecnologia, lavoro, diritti ma soprattutto una in particolare ” globalizzazione”.  Mentre si riempivano la bocca di temi eccellenti, rendendoli accattivanti all’elettorato, hanno lasciato che tutto questo citato progredisse, come giusto fosse peccato, non essersi preparati in tempo, valutare cause ed effetti planetari che politiche usate come “esca” avrebbero prodotto. Si sono poi inseriti, arguti come iene della peggior specie vivente “i guru della finanza mondiale”. Inventarono prodotti ad hoc per favorire governi, comuni ed istituti di credito dai bilanci più edulcorati di una tavolozza di colori ad olio. I risultati sono sotto gli occhi tutti, ovunque, e lo dico a ragion veduta perché viaggio da sempre per il mondo, la mia casa. Mi sono permesso umilmente una semplice analisi. La scomparsa di “politici con statura”, veri “Leaders” capaci con coraggio di promuovere scelte eque e destinate a costruire un futuro decisamente migliore, affinché quei miliardi di giovani confusi e delusi possano ricoltivare la speranza di una vita reale e non da “fiction. Continua a leggere

USA 2016 : anche io ho cercato di fermare il tempo !

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New York. Ultima pagina del diario di viaggio nelle Presidenziali americane. Dopo il frastuono, il silenzio, la riflessione. Superato lo sbigottimento per un finale imprevisto, ma non troppo, ho cercato con serietà di comprendere il perché abbia perseguito con motivazione, entusiasmo e attivismo la scelta di supportare Hillary Clinton, e alcune conclusioni hanno modificato in parte il mio pensiero.

D’altronde chi a volte non erra nel fare scelte o apporre giudizi ? No, non sto affermando di aver cambiato idea sul Presidente eletto Trump,  ho solo cercato obiettivamente, di scavare nelle radici delle mie convinzioni ed ho compreso che alcune di esse erano edulcorate da illusioni legate alla mia storia personale, alla crescita, all’avanzare degli anni. Sì…esattamente.

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Sulla bonaccia dell’Election Day, soffia gia’ il vento dell’impeachment.

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New York. Finalmente ci siamo. L’America e’ pronta ad eleggere il nuovo Presidente. Quella che si prospetta pero’, dagli umori ed informazioni raccolte oggi nei quartieri generali e tra la gente comune, e’ la consapevolezza che qualora la candidata democratica vincesse con esiguo margine, avrebbe un mandato durissimo, minacciato costantemente dal ricatto repubblicano di metterla fuori gioco. E’ piu di un semplice rumors , parrebbe un piano gia’ ben delineato. La partita e’ ancora aperta, ma la svolta imprevista del comunicato FBI ha ridato smalto alla Clinton affrancandola sul punto percentuale di vantaggio, troppo poco pero’ per mettere alle corde Donald Trump. I dati ufficiali comunicati dalle Tv americane a poche ore dall’apertura dei seggi, indicano comunque una insoddisfazione maggiore qualora l’eletto fosse proprio lui, il 48% dei cittadini americani sostiene questo mentre Hillary e’ al 43%. Questa sera lei sta tenendo un mega comizio a Philadelphia , con ospiti illustri dal marito Bill, la figlia Chelsea e addirittura Barak e Michelle Obama, capace di infiammare le masse, ultimo ma non ultimo Bon Jovi. Donald galoppa vertiginosamente tra uno Stato chiave e l’altro ripetendo il mantra, “spazzerò via la corruzione e la corrotta” e giu’ ovazioni e urla. Le Tv , sia quelle via satellite che quelle via cavo, sono gia’ in piena operatività’ lasciando fiato per respirare solo durante gli innumerevoli breaks pubblicitari. Si chiude quindi la campagna peggiore e piu’ costosa della storia repubblicana ma ci auguriamo non abbatta anche un altro record… quello del mandato piu’ breve. A domani.

L’imponenza dei grattacieli invita a guardare in alto, evitando lo sguardo ai marciapiedi

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New York…  “Step out the front door like a ghost, into the fog where no one notices, the contrast of white on white” … le note di Round Here dei Counting Crows sparate dal mio IPod, accompagnano una mattinata di sole e cielo azzurro. Il contrasto e’ tale che ogni cento metri diviene spontaneo accogliere l’invito a sollevare gli occhi verso la maestosita’ delle costruzioni circostanti…sembrano erigersi al punto più’ alto dell’infinito.  Nel suo caos inarrestabile, frenetico come appare a chi non vi convive, ogni cosa sembra collocata a dovere, quasi una scenografia hollywoodiana. Multietnie conviventi; mix di classi sociali che si intersecano nelle loro quotidianita’ senza sfiorarsi; aree lussuosissime ed aree degradate separate solo dal colore della pelle o dal valore del l’estratto conto dei residenti; Continua a leggere

“One Man Show” contro tutti per il countdown finale .

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New York. In queste ore di permanenza dentro la campagna elettorale che porterà un nuovo Presidente alla Casa Bianca, non son più tanto gli scandali giornalieri a sorprendere gli osservatori ma l’assetto d’attacco delle rispettive compagini : democratici e repubblicani. È’ incredibile leggere le cartelle stampa ufficiali sugli interventi dei due candidati negli Stati, quello che balza immediatamente agli occhi è la differenza strategica a poche ore dall’elezione. Se da una parte  Hillary Clinton, in piena difficoltà, ha schierato una macchina da guerra che comprende i pezzi da novanta del partito, compreso il Presidente in carica che mai nella storia si è visto così impegnato a favore di un collega, Donald Trump si basta da solo. Così come è partito in primarie , convinto di essere lui il prescelto, infatti si è sbarazzato poco alla volta dei fantocci di partito, uno peggio dell’altro ed incapaci di fermare tanta carica, così arriva alla linea del traguardo, contando solo sulle sue idee populiste e arroganti ma capaci di catalizzare ovunque , gli scontenti, i disoccupati e giovani ribelli ad una politica sbagliata e corrotta Continua a leggere

Dietro una macchina efficientissima ci sono loro…i volontari. USA 2016

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New York . Oggi breve visita al quartiere generale della candidata democratica, nel quartiere di Brooklyn. Il clima non era certo quello di un anno e mezzo fa quando, dopo trepidante attesa l’ex Segretario di Stato annunciava la sua candidatura. E’ pure peggiorato dal tempo in cui un rivale dai capelli grigi nelle primarie le strappava consensi e attirava folle di giovani speranzosi. No, oggi il clima era nevrotico sul depresso andante, forse anche complice una stanchezza incredibile . Loro sono ovunque, nella città se ne incontrano a decine e decine, chi suona a citofoni, chi ferma per strada e chi sta dietro banchetti a raccogliere fondi vendendo gadgets. Vengono anche da altri Stati, chiamati per l’emergenza. Uno l’ho trovato in ascensore nel mio hotel. Michael, 28 anni del Colorado. A lui tocca suonare i citofoni con tutte le conseguenze del caso, con se’ aveva un plico di tabulati con nomi, cognomi, indirizzi, numeri di telefono e mail. Ama la politica, afferma che lei sara’ un ottimo presidente e per la prima volta ogni donna d’America potra’ sperare di contare di più’, in un Paese ancora troppo maschilista. Continua a leggere

Due eventi sotto gli occhi del mondo : New York sold out.

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New York. Prima giornata nella Big Apple che si appresta ad ospitare due eventi di massa oramai sotto i riflettori di tutto il mondo : la maratona che si terra’ domenica 6 e l’elezione del Presidente americano martedì 8. Due appuntamenti che stanno attirando nella metropoli , decine di migliaia di persone per non dire di piu’. I maratoneti provengono da ogni parte del mondo, affollano aeroporti (3), taxi, metropolitane, hotels e strade. Tutti in perfetta forma, conoscono percorsi, difficolta’ e soprattutto se italiani anche il programma di soggiorno super pianificato, almeno stando a sentire i commenti camminando o incrociandoli alle soste di semafori o mezzi pubblici . L’altra e’ la categoria dei media: giornalisti, free lance, reporter, fotografi, analisti, commentatori, sono a centinaia e si trovano ovunque, negli Starbucks , nei pubs, o nei tavolini esterni di brasserie o ristoranti, infatti dimenticavo di dirvi che qui il clima e’primaverile , pare di esser a Roma nelle famose serate d’autunno ancora inzuppate dell’estiva calura. Continua a leggere

Un viaggio impegnativo nel fight club delle elezioni USA 2016.

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Ci siamo ! Poche ore e sarò in volo per “the Big Apple” negli USA. Nel frattempo vengo costantemente aggiornato sugli umori e sviluppi delle rispettive campagne elettorali in corso ed è il caso di dirlo … Il caos regna sovrano. Nel giro di pochi mesi siamo passati dall’arco e frecce all’artiglieria pesante e dopo la riapertura dei carteggi (già archiviati con apposita inchiesta) relativi ad una grazia concessa dal “vecchio Bill” pochi giorni prima della sua uscita di scena, ad una magnate di dubbia fama, ci si aspetta ironicamente che Trump si scopra essere un immigrato clandestino o il finanziatore dell’Isis. Di certo, la tensione è altissima nei rispettivi campi e quel che più preoccupa gli addetti alla sicurezza sono i “supporters” agguerritissimi nel sostenere i loro candidati. Gli ultimi dati rilevano oramai un testa a testa ma il dato sicuro, il repubblicano, godendo dello scivolone in casa democratica, sta rimontando alla grande. I democratici dal canto loro sperano in qualcosa di divino per riportare a casa quegli elettori indecisi che, grazie ad un lavoro durissimo e costoso avevano recuperato negli ultimi due mesi. Tutto questo in mezzo a cittadini americani sempre più sconcertati da una politica perdente, sconsacrata e senza precedenti, pronta a scavare nel putridume degli affari più miserabili pur di erodere consensi all’avversario. Chi l’avrebbe detto che il teatro del sempre peggio a cui siamo abituati da anni nella politica italiana, avrebbe avuto concorrenti di così grande fama ! Chiunque verrà eletto, sarà un Presidente con poteri ricattabili ma soprattutto senza un vero e proprio consenso popolare. Fa fede la frase rilasciata in un’intervista da un elettore qualunque  ad un cronista americano : ” peccato non ci possano essere due perdenti “. Ed ora check veloce di documenti, carte, mappe e programmi di lavoro perché a notte fonda, turbolenze permettendo, farò mio, il sogno americano !

Cautela anche quando i fatti sembrano scontati.

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Nelle ultime settimane molti mi chiedevano il perché di tanta cautela nel commentare una possibilissima vittoria dell’Ex Segretario di Stato Hillary Clinton, come prossimo Presidente degli USA, nonostante il suo distacco dal repubblicano Trump fosse oramai a doppie cifre. La risposta era semplice, poiché le notizie in mio possesso e provenienti dai quartier generali dei candidati, indicavano che le cose non stavano affatto girando come le macchine elettorali indicavano. Il malcontento ma, soprattutto l’antipatia, l’odio verso la candidata democratica non facevano altro che buttare benzina sopra un fuoco mai spento e si sa, quando il serpente sta per morire lancia sempre qualche colpo di coda. E qui il colpo è un fendente, quasi a giustificare le uscite pesantissime nei giorni scorsi del Washington Post che a raffica ha pubblicato il contenuto di alcune mail segrete, gettando in pasto all’elettorato indeciso e vicino ai democratici, i nomi dei finanziatori maggiori della campagna Clinton, creando non pochi problemi e reazioni. Troppe cose accadute, come si direbbe, a perfetto sincrono, per non dubitare anche di una strategia distruttiva mirata ma, dobbiamo attenerci ai fatti e senza dubbio , perché il direttore dell’ F.B.I. decida di riapre un caso a pochi giorni dall’elezione generale significa che qualcosa di veramente significativo esiste. La tensione, indica chi è al seguito del Team Clinton negli ultimi giorni era alle stelle e che qualcosa stesse per sfuggire di mano era palpabile. Ora , riuscirà Madame Clinton a tenere l’onda supportata nel frattempo  da pesi massimi come il Presidente Obama e la First Lady Michelle ? Difficile dirlo perché l’avversario è sugli scudi e incita alla rivolta, alla giustizia e grida alla truffa democratica. Nei comizi delle ultime ore i suoi sostenitori gridano “in galera, in galera”… insomma un clima davvero infuocato e che rende il problema della sicurezza in pieno codice rosso. Preoccupato per la partenza ? Sinceramente si !

Si parte … e i sogni son di nuovo realtà !

New York Times Square

Era il 1993. A Roma ero molto più giovane e dedito alle vicende politiche italiane.  L’aria che respiravo, non quella della capitale ma politica, era già allora stantia, pesante , insomma mi capite se siete entrati di colpo in uno di quei locali pieni di fumo e odori di cucina pesante. Un fatto ristabilì il mio entusiasmo e la convinzione che qualcosa, un giorno remoto, forse avrebbe potuto cambiare anche da noi. Dal profondo anonimato di un piccolo Stato dell’America, altrettanto anonimo ai più, e situato a sud del Paese, l’Arkansas, un Governatore di bella presenza, tale William Jefferson Clinton per i più “Bill” era divenuto il 42° Presidente degli Stati Uniti d’America. A soli 48 anni, l’uomo più potente del mondo. Accanto a lui una giovane moglie e una meno bella figlia. I giornali americani e non solo, dividevano i loro commenti, tra la sua simpatia e immagine di uomo sexy e la First Lady : l’avvocato Hillary Diane Rodham Clinton, uno dei cento più bravi d’America. Continua a leggere