La differenza di età certifica un amore ? Pregiudizi obsoleti.

Stefano Accorsi rilascia un’intervista a tutto tondo al Corriere, il rilievo, fra le tante affermazioni fatte, è dato ancora una volta, alla differenza di età tra l’attore e la sua compagna. E cosi, funziona per altre coppie famose, dall’Eliseo alla Casa Bianca ma anche, nelle immacolate ville della verde Brianza e negli anonimi condomini delle periferie italiane. Chiacchiere da ombrellone in estate e da bar di provincia durante l’anno. Frivoli pettegolezzi diurni tra fancazzisti/e quotidiani, magari “rosiconi” come dicono i romani , che qualcosa di inaspettato, bello ed intenso stia capitando a loro amici, vicini, colleghi. Tutto il mondo è paese, nessun confine ne limita l’effetto. Cosa fa paura a terzi di una privata relazione tra due persone adulte, consapevoli e innamorate? Scrivo legittimamente paura perché nell’esposizione delle loro tesi, quasi sempre giungono a dire ” ma però … quando ” o ancora ” se dovesse accadere …” riferito alle più banali ricadute su azioni della vita di relazione. Continua a leggere

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Anche la Disney si adegua all’intramontabile bigottismo “Made in Italy”

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Nutrivo speranze all’inizio del nuovo secolo, ( io appartengo al precedente) di veder ammorbidito o quanto meno in fase di evoluzione, quel pruriginoso fastidio all’utilizzo della parola “sesso”nel mio bel Paese. Mera illusione. Quanto scrivo l’avevo previsto durante il mio soggiorno a New York e citato durante una corrispondenza radiofonica. Big Apple era tappezzata di poster giganteschi e negozi o coffee center invasi da gadgets della nuova produzione Disney, dal titolo :Moana.

Ho nutrito la saggia percezione che in Italia al movie avrebbero sostituito il nome. Non ho dovuto attendere molto. I trailers pubblicizzano il film col nome : Oceania. Davvero imbarazzante anche se da sbellicarsi.

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Nuove generazioni, vecchi tabù…in Italia.

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Ricordo, quando avevo vent’anni, davo la colpa ai cinquant’enni. Oggi che i cinquant’enni di allora sono ottuagenari, i miei coetanei e vicini d’età sembra vogliano perpetuare quell’insaziabile senso di morbosità verso argomenti considerati fastidiosi, inopportuni, quasi al limite dell’immorale. Mi riferisco al tema dell’educazione sessuale e la sua divulgazione sia nei luoghi preposti per diritto, come la famiglia, sia in quelli di formazione come la scuola. E’ di pochi mesi la pubblicazione in Germania, di un manuale per l’educazione sessuale agli adolescenti. “Make Love” questo il titolo del libro scritto a due mani da un’importante sessuologa e una giornalista freelance. Non solo in due mesi ha raggiunto le duecentomila copie vendute ma è stato inserito dal ministero della pubblica istruzione come libro di testo. Il libro racconta il sesso senza vergogna, con un linguaggio sobrio, attraverso un apparato di note di carattere scientifico ed antropologico, partendo dal presupposto che viviamo in un’epoca di invasione pornografica, in rete, alla televisione, nelle riviste, ma di sessualità ne sappiamo davvero poco. A corredo dei testi, fotografie di intimità eterosessuale e omosessuale. Il messaggio di fondo è che nominare in modo appropriato il sesso e tutto quel che gli ruota attorno serve ad aumentare la consapevolezza di sé e degli altri e la capacità di gestire desideri, impulsi, situazioni. Non a caso, più volte viene ripetuta l’indicazione che si deve dire di sì solo quando se ne ha voglia e che non ci si deve mai sentire forzati: il no è sempre legittimo e deve essere rispettato, anche se arriva all’improvviso. Sfogliandolo vi si trovano informazioni utili sui diversi orientamenti sessuali, omosessualità, bisessualità, eterosessualità, con un paragrafo dedicato anche a pratiche come il travestitismo e alla questione della transessualità. Ha poi un focus sulle malattie a trasmissione sessuale come Aids/Hiv, Continua a leggere

Lettera aperta sulla pubblicazione articolo nel “Giornale dell’Alpino”

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Dibattito per articolo “Giornale dell’Alpino”

Un assurdo frastuono ingombrante minaccia la società moderna

Quello che molti oggi ritengono un frastuono ingombrante,  credo sia invece il refrain di una musica che non dovrebbe mai smettere di suonare, fino a quando ogni cittadino avrà pari diritti e dignità sociale.

Da più parti, parlando con le persone, ascolto affermazioni di irritazione verso un tam tam mediatico mirato ad evidenziare all’opinione pubblica la necessità di giungere ad una legiferazione adeguata in materia di diritti civili, tra essi ad esempio il matrimonio o l’unione civile, destinataria la comunità LGBT nazionale, una delle tante minoranze di questo Paese. Ogni volta che se ne parla o discute, per usare un eufemismo, inizia a divenire intollerante questo inutile, a dir loro, frastuono. Si cita addirittura una fantomatica “lobby gay” che mina la struttura culturale e morale nazionale. A fronte di ciò, mi sovviene spontanea una considerazione. Penso alle molte lettere ricevute in questi ultimi due anni, ho letto di ragazzi e ragazze gay e lesbiche, giovanissimi e di piccoli paesi o provincie d’Italia. Lettere ancora intrise di timori, speranze assopite, discriminazioni sociali evidenti, e pregiudizi talvolta generati e cullati proprio da quei nuclei di formazione che sono scuola e famiglia. 800px-Men_Couple_in_Istria_Croatia Continua a leggere

Così internet ha ucciso la monogamia

zooskCi risiamo, negli USA un simpatico giovanotto di 26 anni fa divampare l’ennesima discussione sull’indebita intromissione di internet e dei social nella vita di moglie e marito o di una coppia.  Jacob 26 anni, cercava disperatamente una donna. Vecchio problema. Che Jacob ha risolto sul web. Ha scelto un sito di incontri, di quelli che sono di supermoda, e ci ha infilato i suoi dati: non sono tanto bello, uno normale direi, ma ho fatto il college e mi piace il baseball. Cose così. Un amo gettato nel grande oceano delle emozioni virtuali. Si pesca? Lui ha pescato. Moltissimo. Lui, che fino al giorno prima in se stesso credeva così così (“mai stato un figo, mi sarei anche accontentato”) ha scelto una ventiduenne spaziale. Mora, brillante, raffinata. La cosa è andata avanti due anni. All’inizio Jacob si preoccupava di lei, poi ha ricominciato a pensare soprattutto al baseball e quando la mora spaziale gli ha fatto capire che così non andava bene, lui ha dato il via alla sua rivoluzione personale. L’ha guardata negli occhi e le ha detto: vai pure, su internet ne trovo mille come te. Sgradevole. Volgare. Insopportabile. Eppure plausibile. Tanto da diventare un caso nazionale raccontato dalla rivista Atlantic e ripreso dai media di tutto il Paese. Continua a leggere