Il sole abbaglia il super “IO” vacanziero.

Ho trascorso queste ultime settimane tra alture, colline, mari, spiagge, discoteche e centri storici. Pranzato e cenato in rifugi, pub, bistrot, piadinerie, street food e ristoranti con un pieno di recensioni social; come molti rilassato, divertito, annoiato, immerso talvolta in masse di persone o poche in gruppo. Nel semplice ma quantomai raro esercizio dell’ascolto ho però fruito indirettamente di quelle che lo psicanalista svizzero Jung, definisce  “nevrosi” ovvero, nient’altro che un tentativo di soluzione individuale (non riuscito) d’un problema generale“, cioè il risultato finale di un confronto conflittuale tra le pulsioni intrinseche dell’individuo e l’ambiente e il tempo in cui vive. In questo caso prendo a prestito una sua definizione, trovo calzi a pennello e la attualizzo :

L’uomo contemporaneo è cieco al fatto che, con tutta la sua razionalità ed efficienza, è posseduto da “poteri” che sfuggono al suo controllo. I suoi dei e demoni non sono affatto scomparsi; hanno semplicemente nuovi nomi. Li dominano con l’irrequietezza, vaghe apprensioni, complicazioni psicologiche, un insaziabile bisogno di pillole, alcol, tabacco, cibo  e, soprattutto, una vasta gamma di nevrosi, aggiungo io, smartphone, devices, e social APP.”

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Avere o Essere

personal

“Essere significa vita che si esprime come incessante attività e perenne motivo di trasformazione, energia che, incessantement,e muove l’individuo verso la realizzazione piena di sé e delle proprie possibilità spirituali. Avere significa stasi, paralisi delle disposizioni interiori dinamiche, attaccamento al proprio ego (mentre nella dimensione dell’essere Fromm parla di Io), incapacità di realizzare un principio di produttività sociale. Chi vive secondo questa modalità si adopera a circoscrivere nel tempo le proprie manifestazioni di sé, a fissare in termini di possesso ogni atteggiamento del proprio io. Ciò in contrapposizione alla modalità dell’essere; l’uomo attivo, l’uomo vivo che ispira la propria esistenza alla modalità dell’essere è simile a un recipiente che si ingrandisce mentre lo si colma, sì che mai sarà pieno. Più l’individuo vive secondo questa modalità più si allargano i propri confini di azione e la propria esperienza di vita si ingrandisce generando nuove forma di vita.”

(Erich Fromm)