Prendi un sorriso

Prendi un sorriso,
Regalalo a chi non l’ha mai avuto.
Prendi un raggio di sole,
Fallo volare là dove regna la notte.
Scopri una sorgente,
fai bagnare chi vive nel fango.
Prendi una lacrima,
Posala sul volto di chi non ha pianto.
Prendi il coraggio,
Mettilo nell’animo di chi non sa lottare.
Scopri la vita,
Raccontala a chi non sa capirla.
Prendi la speranza
E vivi nella sua luce.
Prendi la bontà
E donala a chi non sa donare.
Scopri l’amore
e fallo conoscere al mondo.

(Mahatma Gandhi)

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Quello che c’è sotto il cielo.

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Fermati a quello che c’è sotto il cielo.

Gli astri, lasciali ruotare lassù.

Non può bastarti un filo d’erba e d’acqua, il vento,

questo miracolo del vento tra i pini,

le fiamme dei falò che divampano

e i rami spezzati che diventano

purpurei, friabili, di cenere,

questo immenso miracolo del fuoco,

le nuvole, le rose, le api,

i corpi che si cercano con non meno

luce in sé che le albe… ti sembra poco ?

Giuseppe Conte – Poesie

 

 

Vigilie

La finestra aperta

VIGILIE

Quando non sei qui
ciò che fu intorno a noi comincia a morire
la finestra che dà sul mare
continua chiusa solo nei sogni
mi alzo
la apro
lascio la frescura e la forza del mattino
scorrere attraverso le dita prigioniere
della tristezza
mi sveglio
per l’accecante chiarore delle onde
un viso si delinea nitido
oltre
rasentando il sale dell’immensa assenza
una voce
voglio morire
con una overdose di bellezza
e in un sussurro il corpo pacificato
perscruta questo cuore
questo
solitario cacciatore.

Al Berto (Coimbra 1997)

Alla Vita

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Alla vIta

La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
come fa lo scoiattolo, ad esempio,
senza aspettarti nulla
dal di fuori o nell’aldilà.
Non avrai altro da fare che vivere.

La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che messo contro il muro, ad esempio, le mani legate
o dentro un laboratorio
col camice bianco e grandi occhiali,
tu muoia affinché vivano gli altri uomini
gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
e morrai sapendo
che nulla è più bello, più povero della vita.

Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che a settant’anni, ad esempio, pianterai degli ulivi
non perché restino ai tuoi figli
ma perché non crederai alla morte,
pur temendola,
e la vita peserà di più sulla bilancia.

Nazim Hikmet

Il supremo coraggio dell’amore

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Dammi il supremo coraggio dell’amore,

questa è la mia preghiera:

di agire,

di soffrire,

di lasciare tutte le cose o di essere lasciato solo.

Temperami con incarichi rischiosi,

onorami con il dolore,

e aiutami a rialzarmi ogni volta che cadrò.

Dammi la suprema certezza nell’amore,

questa è la mia preghiera,

la certezza che appartiene alla vita nella morte,

alla vittoria nella sconfitta,

alla potenza nascosta nella più fragile bellezza,

a quella dignità nel dolore,

che accetta l’offesa ma disdegna di ripagarla con l’offesa.

Dammi la forza di Amare sempre e ad ogni costo.

K. GIBRAN

 

La città.

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La città

Hai detto: “Per altre terre andrò, per altro mare.
Altra città, più amabile di questa, dove
ogni mio sforzo è votato al fallimento,
dove il mio cuore come un morto sta sepolto,
ci sarà pure. Fino a quando patirò questa mia inerzia?
Dei lunghi anni, se mi guardo attorno,
della mia vita consumata qui, non vedo
che nere macerie e solitudine e rovina”.

Non troverai altro luogo non troverai altro mare.
La città ti verrà dietro. Andrai vagando
per le stesse strade. Invecchierai nello stesso quartiere.
Imbiancherai in queste stesse case. Sempre
farai capo a questa città. Altrove, non sperare,
non c’è nave non c’è strada per te.
Perché sciupando la tua vita in questo angolo discreto
tu l’hai sciupata su tutta la terra.

–  Costantino Kavafis (Kostantinos Petrou Kavafis)

 

I dittatori

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E’ rimasto un odore tra i canneti :

un misto di sangue e carne, un penetrante

petalo nauseabondo.

Tra le palme da cocco le tombe sono piene

di ossa demolite, di ammutoliti rantoli.

Il delicato satrapo conversa

tra coppe, colletti e cordoni d’oro.

Il piccolo palazzo luccica come un orologio

e le felpate e rapide risate

attraversano a volte i corridoi

e si riuniscono a voci morte

e alle bocche azzurrate sotterrate di fresco.

Il dolore è celato, simile ad una pianta

il cui seme cade senza tregua sul suolo

e fa crescere al buio le grandi foglie cieche.

L’odio si è formato squama su squama,

colpo su colpo, nell’acqua terribile della palude,

con un muso pieno di melma e di silenzio.

PABLO NERUDA – POESIE

Per il mio cuore

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Per il mio cuore basta il tuo petto,
per la tua libertà bastano le mie ali.
Dalla mia bocca arriverà fino in cielo
ciò che stava sopito sulla tua anima.

E’ in te l’illusione di ogni giorno.
Giungi come la rugiada sulle corolle.

Scavi l’orizzonte con la tua assenza.
Eternamente in fuga come l’onda.

Ho detto che cantavi nel vento
come i pini e come gli alberi maestri delle navi.
Come quelli sei alta e taciturna.
E di colpo ti rattristi, come un viaggio.

Accogliente come una vecchia strada.
Ti popolano echi e voci nostalgiche.
Io mi sono svegliato e a volte migrano e fuggono
gli uccelli che dormivano nella tua anima.

Pablo Neruda  (Venti poesie d’amore e una canzone disperata)