L’uomo nomade è più felice. Bruce Chatwin.

Negli ultimi tempi, mi capita spesso di soffermarmi a pensare quanti km abbia percorso nel mondo. Da una piccola cittadina italiana ai poli estremi dell’emisfero, per le caotiche vie di grandi metropoli urbane o in solitari sentieri in foreste o villaggi sperduti tra oceani e deserti. Mi domando come possa un essere umano trascorrere la propria esistenza in un unico luogo, il classico mantra “casa, lavoro-lavoro-casa”. Mi chiedo anche cosa abbia dovuto sacrificare per farmi ammaliare da luoghi lontani, esotici, rurali o super moderni. Di certo amicizie, il consacrare l’immobilità con la vicinanza a chi tieni paga? Forse non come si crede. Amori ? Forse ! Ma tentare di arrestare un nomade non è impresa da poco, neanche se la posta in gioco è un aritmia sentimentale. Relazioni sociali ? No. La libertà di viaggiare ed entrare in connessione con “l’altro”, con la natura e le tradizioni che ne avvolgono i residenti non ha eguali nella formazione caratteriale, mentale e spirituale. Continua a leggere

Disobbedienza civile. Coraggioso Thoreau.

 

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“Per sei anni non ho pagato la tassa elettorale. Per questa cosa una volta sono stato messo in prigione per un’intera notte; e mentre contemplavo le mura di pietra massiccia, spesse due o tre piedi, la porta di legno e ferro, spessa un piede, e la grata di ferro dalla quale filtrava la luce, non ho potuto fare a meno di essere colpito dalla stupidità di quell’istituzione che mi trattava come se fossi stato semplice carne, sangue e ossa da mettere sotto chiave. Mi stupivo che alla fine avessero concluso che questo fosse il miglior uso che potessero fare di me, e che non avessero mai pensato di avvalersi in qualche modo dei miei servigi. Capii che se c’era un muro di pietre tra me e i miei concittadini, ce n’era uno ancora più difficile da scalare o da rompere prima che essi arrivassero ad essere liberi come me. Non mi sentii nemmeno per un istante imprigionato, e le mura sembravano un grande spreco di pietre e di malta. Mi sentivo come se fossi l’unico, fra tutti i miei concittadini, ad aver pagato la mia tassa. Loro chiaramente non sapevano come trattarmi, e si comportavano da persone rozze. Continua a leggere

La vita ? Una rappresentazione scenica.

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Quello che si dice comunemente, che la vita è una rappresentazione scenica, si verifica soprattutto in questo, che il mondo parla costantissimamente in una maniera, ed opera costantissimamente in un’altra. Della quale commedia oggi, essendo tutti recitanti, perchè tutti parlano a un modo, e nessuno quasi spettatore, perché il vano linguaggio del mondo non inganna che i fanciulli e gli stolti, segue che tale rappresentazione è divenuta così compiutamente inetta, noia e fatica senza causa. Però sarebbe impresa degna del nostro secolo quella di rendere la vita finalmente un’azione non simulata ma vera, e di conciliare per la prima volta al mondo la famosa discordia tra i detti e i fatti. La quale, essendo i fatti, per esperienza oramai bastante, conosciuti immutabili, e non convenendo che gli uomini si affatichino più in cerca dell’impossibile, resterebbe che fosse accordata con quel mezzo che è, ad un tempo, unico e facilissimo, benchè fino a oggi intentato : e questo è, mutare i detti, e chiamare una volta le cose coi nomi loro.

Giacomo Leopardi – PENSIERI

La gioia di vivere deriva dall’incontro con nuove esperienze.

…”E’ Alex che ti scrive…. Vorrei ripeterti di nuovo il consiglio che già ti diedi in passato, ovvero che secondo me dovresti apportare un radicale cambiamento al tuo stile di vita, cominciando con coraggio a fare cose che mai avresti pensato di fare o che hai mai osato. C’è tanta gente infelice che tuttavia non prende l’iniziativa di cambiare la propria situazione perchè è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà per l’animo avventuroso di un uomo non esiste nulla di più devastante di un futuro certo. Il vero nucleo dello spirito vitale di una persona è la passione per l’avventura.  

LA GIOIA DI VIVERE DERIVA DALL’INCONTRO CON NUOVE ESPERIENZE

e quindi non esiste gioia più grande dell’avere un orizzonte in continuo cambiamento , del trovarsi ogni giorno sotto un sole nuovo e diverso. Se vuoi avere di più dalla vita, Ron, devi liberarti della tua inclinazione alla sicurezza monotona e adottare uno stile più movimentato che al principio ti sembrerà folle, ma non appena ti ci sarai abituato, ne assaporerai il pieno significato e l’incredibile bellezza. Per cui Ron, in poche parole vattene da Salton City e mettiti sulla strada. Ti garantisco che sarai felice di averlo fatto. Temo però che il mio consiglio non verrà ascoltato. Continua a leggere

“Ragazzo Negro” … abominevole superiorità bianca.

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… La mia vita ora dipendeva dal trovar lavoro, ed ero così ansioso che accettai la prima offerta, un posto di fattorino in un negozio di abiti fatti che vendeva ratealmente a negri. Il negozio era sempre pieno di negri e negre che palpeggiavano vestiti ordinari e pagavano qualsiasi prezzo il padrone bianco chiedesse. Il padrone, suo figlio e il commesso, trattavano i negri con aperto disprezzo, spingendoli, pigliandoli a calci, schiaffeggiandoli. Assistevo continuamente a queste scene e tuttavia non potevo abituarmici. Come potevo sopportare cose simili ? mi chiedevo. Stavo sui carboni ardenti, cercando di dissimulare i miei sentimenti, senza mai riuscirvi del tutto, e in preda a un senso di colpa e di timore poichè sentivo che il padrone sospettava il mio risentimento per ciò che vedevo. Un giorno, mentre stavo lucidando gli ottoni della facciata, il padrone e suo figlio arrivarono in automobile, tenendosi in mezzo una negra spaventatissima. Scesero, e a calci e spintoni introdussero la donna nel negozio. Continua a leggere

“Chiamami col tuo nome”

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…”Ero già prontissimo ad etichettare Oliver come difficile e inavvicinabile, e a non aver più nulla a che spartire con lui. Ma due parole bastarono perché la mia imbronciata apatia si trasformasse in : Suonerò qualunque cosa per te finché non mi dirai di smettere, finché non sarà ora di pranzo, finché non mi verrà via la pelle dai polpastrelli , strato dopo strato, perchè mia piace fare qualcosa per te, farò tutto quello che vorrai, devi soltanto dirmelo, mi sei piaciuto dal primo giorno e, perfino quando riceverò gelo incambio delle mie rinnovate offerte d’amicizia, non dimenticherò mai che ci siamo detti queste cose e che non è poi così difficile ritrovare l’estate dopo una tormenta di neve. Continua a leggere

Reggio Emilia chiama giovani e famiglie a Campovolo.

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Nell’onda incessante di informazioni negative o drammatiche  trasmesse ogni giorno dalla rete, stampa, radio e tv, cercano di farsi spazio notizie ed iniziative pregevoli .

Oggi ne cito una che merita senza dubbio, non solo l’appoggio di condivisione generale attraverso i social ma anche una partecipazione collettiva nel periodo di manifestazione. Un gruppo di giovani professionisti ed amatori di varie discipline artistiche,  caricati da una forte motivazione sociale e guidati da Diapacomunica (agenzia di comunicazione ed eventi veronese) sta lavorando per la prima edizione del Linkvolo Festival che si terrà a Campovolo di Reggio Emilia dal 28 giugno al 7 luglio. Per la prima volta in un evento nazionale, tante arti differenti solitamente proposte singolarmente saranno riunite con lo scopo di favorirne attraverso una divulgazione mirata l’interesse collettivo, specialmente a nuclei famigliari, incrementandone il patrimonio culturale. La manifestazione è apolitica.  Continua a leggere