Generazione di invisibili agli occhi del potere . Non è un Paese per GIOVANI.

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Il largo consenso del NO registrato tra i giovani elettori nel referendum appena chiuso, recava con sé una negazione al frutto del governo e di colui che lo ha rappresentato. Ma scrivo per i vincitori trionfanti sul carro, pregandoli di riflettere bene sulla portata di questa analisi. Pensate che negli ultimi 30 anni, ad essere buoni, qualche governo abbia messo in priorità assoluta la protezione e la crescita delle nuove generazioni ? Pensiamo all’istruzione, alla ricerca, all’Università, alle politiche sul lavoro. Ma fatemi il piacere! Prendetevi in giro da soli che a far propaganda siete dei geni. Quale sentimento deve nutrire un ventenne/venticinquenne nei confronti della politica ? Continua a leggere

Uno stupido orgoglio. Un egoismo mercantilista.

Egoismo

Proveremo un giorno, un profondo e gravoso senso di colpa per l’inettitudine a governare questo Paese e forse anche, citando il politico e scrittore francese recentemente scomparso, Stephane Hessel, per non esserci indignati abbastanza. Un’indignazione collettiva che nell’atto di prendere forma, quando si tratta del popolo italiano, si limita a chiassose discussioni retoriche nelle sedi inopportune : bar, posti di lavoro, scuole, case, spiagge o luoghi di villeggiatura. Mai nel senso di “massa aperta” nella concezione che ne dà Elias Canetti nel saggio “Massa e potere” : “La massa naturale è massa aperta : non c’è limite alla sua crescita è spontanea. Essa non riconosce case, né porte, né serrature; chiunque si chiuda dinanzi a lei le appare sospetto. La massa è aperta dovunque e in ogni direzione. La massa aperta esiste fin tanto che cresce. La disgregazione subentra non appena essa cessa di esistere. ” Proprio così. l’agire collettivemente non fa parte del nostro dna storico dal dopoguerra ad oggi, dove portare fieno alla propria cascina ne è l’eufemismo immutabile. Prendiamo le due manifestazioni a cui abbiamo assistito negli ultimi giorni. Destra e sinistra ideologica politica. Il Paese implode e la gente persiste a scendere in piazza per un senso di appartenza e di simpatia o antipatia e non per scardinare un immobilismo che presto potrebbe portarci alla rovina. Se anche voi fate parte di questi schieramenti, Continua a leggere