Ha ancora senso usare il termine Istituzioni ?


Lo spunto, dall’intenso ed emotivo intervento della Senatrice Emma Bonino durante una seduta a Palazzo Madama, rivolto in gran parte ai Senatori Grillini, volto a chiedere maggior rispetto per le sacre Istituzioni dello Stato. Il titolo del post? Tranquilli. Non è una dichiarazione d’anarchia ma una semplice riflessione nata dalla comparazione di alcune affermazioni. La prima indica il significato di “Istituzione” : configurazione di sovrastrutture organizzate giuridicamente il cui fine è di garantire le relazioni sociali, la conservazione e l’attuazione di norme, attività sociali e giuridiche stabilite tra l’individuo e la società o, tra l’individuo e lo Stato sottratte all’arbitrio individuale e del potere in generale. Per essere ancor più preciso, ripesco le parole di L.Saint Just, rivoluzionario e politico francese, incarnò il terrore durate la Rivoluzione Francese. Egli scrisse :

«Le Istituzioni costituiscono per il governo di un popolo libero, la garanzia contro la corruzione del governo. Solo l’Istituzione può incatenare il delitto e l’ingiustizia contro l’arbitrio, noi vi proponiamo istituzioni civili per le quali anche un bimbo possa resistere all’aggressione di un uomo potente ed ingiusto. Ci sono troppe leggi e poche Istituzioni civili… più istituzioni ci sono, più il popolo è libero.»

 

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Europa…vecchio scarpone.

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Il 25 marzo del 1957, nel secolo scorso, alcuni uomini politici ebbero il coraggio di guardare lontano facendosi avvolgere da emozioni costruttive, certi avrebbero tracciato la strada per un futuro umano e comunitario migliore. Di anni ne sono trascorsi, e con essi, governi succeduti, imponenti figure di statisti sostituite da comparse mediatiche destinate a sgonfiarsi come l’arroganza e ipocrisia usata ad obiettivi spenti. Ciechi e sordi agli umori dei cittadini, veri titolari dell’esercizio del potere in democrazia, hanno lentamente sostituito ideali nobili e chiari con la costruzione di un fanta-stato governato da tecnocrati e da politici di serie B, nella maggior parte dei casi collocati per sopperire alla decadenza d’elettorato nei singoli Paesi d’appartenenza. Una gigantesca gabbia fatta di commissioni , numeri, e tonnellate di carta passate di mano tra migliaia di pseudo collaboratori e consulenti. Continua a leggere