Grida d’aiuto soffocate dall’indifferenza della politica.

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Assistiamo quotidianamente assuefatti, ad immagini, servizi e dossier sulla drammatica situazione di povertà in cui versano oramai moltissimi nostri concittadini e connazionali. E’ terrificante ascoltare la disperazione altrui dipinta come un quadro dell’orrore su volti di anziani, padri o madri di famiglia . Persone perbene che sotterrando “la vergogna dell’umiliazione pubblica” prestano la loro voce, i loro occhi spenti nel vuoto e le loro stanze ormai saccheggiate da società di recupero crediti o Equitalia, a programmi televisivi che rovistano nella miserabile condizione umana; non si comprende se questi canali lo facciano per impietosire o realmente prestare un pubblico servizio. Continua a leggere

L’egoismo di potere logora l’entusiasmo. Il delicato aspetto della gestione risorse.

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Gli spunti da cui traggo il mio pensiero sono due : il recente caso di licenziamento del direttore del personale, della già chiacchierata Gilardoni spa di Mandello, causa maltrattamenti ai dipendenti (l’abbinata con la celebre dott.ssa Cristina era perfetta); e il rapporto dei giovani con i superiori, siano essi colleghi o dirigenti. Il mondo é sempre più governato da finanza e pochi grandi miliardari, la cui propensione è delegare produttività a robot e tecnologia e, la gestione a manager dal sangue freddo e aggressività competitiva. La figura umana, nella pregressa e remota era industriale era centralizzata alla buona conduzione e prosperità dell’impresa. Vi erano imprenditori o artigiani lungimiranti, consapevoli che il rapporto, e talvolta la condivisione dei piani aziendali e produttivi, fossero la condizione ottimale per rendere più sicura l’azienda nell’esercizio delle sue funzioni di profitto.  Continua a leggere

Pensieri senza tetto. Fastidiose visioni per una società perfetta.

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QUANDO I SENZATETTO “DISTURBANO LA VISTA”, DAL N°14 DI PENSIERI SENZA TETTO

30 marzo 2012 | Luigi Comacchio

Erano le sette del mattino; la maggior parte di noi stava dormendo, alcuni si erano già svegliati e se ne erano andati, non prima di aver messo in ordine lo spazio, raccolto i propri averi, piegate le coperte e messe in un angolo. Siamo stati svegliati dalla PolFer, la polizia ferroviaria, dai cinofili e dalla polizia. Ci hanno chiesto i documenti, siamo stati invitati a prendere lo stretto necessario e a radunarci lungo la discesa che porta ai binari morti. Mi sono sentita messa in un recinto, come si fa con un gregge di animali. Ci hanno trattenuti lì fino alle 10, il tempo per redigere il verbale e fare ad ognuno una multa da 516 euro che, chi non può pagare – perché se dormi in strada, evidentemente, 500 euro non li hai- si vedrà detrarre, un giorno, da futuri stipendi o pensioni. Quando gli abbiamo chiesto se potevamo prendere almeno le nostre coperte, ci hanno risposto “Ve le diamo dopo, non vi preoccupate”. E invece le hanno buttate, e insieme a loro tutti i nostri averi. Io avevo uno zaino con dei referti di esami medici, il ricambio dei vestiti… tutto finito nella spazzatura! Forse loro non capiscono quanto valgano per noi quelle coperte. È difficile ottenerne di nuove perché la maggior parte sono state date durante l’emergenza freddo e i servizi assistenziali non ne hanno abbastanza per tutti. Ma questo problema non li tocca minimamente, infatti sapete cosa mi ha detto una poliziotta? Continua a leggere

Uno stupido orgoglio. Un egoismo mercantilista.

Egoismo

Proveremo un giorno, un profondo e gravoso senso di colpa per l’inettitudine a governare questo Paese e forse anche, citando il politico e scrittore francese recentemente scomparso, Stephane Hessel, per non esserci indignati abbastanza. Un’indignazione collettiva che nell’atto di prendere forma, quando si tratta del popolo italiano, si limita a chiassose discussioni retoriche nelle sedi inopportune : bar, posti di lavoro, scuole, case, spiagge o luoghi di villeggiatura. Mai nel senso di “massa aperta” nella concezione che ne dà Elias Canetti nel saggio “Massa e potere” : “La massa naturale è massa aperta : non c’è limite alla sua crescita è spontanea. Essa non riconosce case, né porte, né serrature; chiunque si chiuda dinanzi a lei le appare sospetto. La massa è aperta dovunque e in ogni direzione. La massa aperta esiste fin tanto che cresce. La disgregazione subentra non appena essa cessa di esistere. ” Proprio così. l’agire collettivemente non fa parte del nostro dna storico dal dopoguerra ad oggi, dove portare fieno alla propria cascina ne è l’eufemismo immutabile. Prendiamo le due manifestazioni a cui abbiamo assistito negli ultimi giorni. Destra e sinistra ideologica politica. Il Paese implode e la gente persiste a scendere in piazza per un senso di appartenza e di simpatia o antipatia e non per scardinare un immobilismo che presto potrebbe portarci alla rovina. Se anche voi fate parte di questi schieramenti, Continua a leggere