Senza il pregiudizio, il senso di comuni giornate può improvvisamente mutare. Seduto sui marciapiedi di Roma, semplici lezioni di vita da un ex eroinomane.

Ieri, nel corso dei miei spostamenti per le vie della capitale, mi sono imbattuto in una situazione anomala alla mia quotidianità  forse, aiutato dall’ allergia ai pregiudizi forgiata nel mondo. Piazza della Repubblica, Basilica Santa Maria degli Angeli, tra le più belle edificate. Michelangelo la sistemò su commissione di Papa Pio IV nel 1562 facendone un capolavoro.
Decido di dedicarvi cinque minuti esatti, un semplice raccoglimento che coniuga la fede a momenti delicati dell’ esistenza.  All’uscita trovo improvvisamente quattro giovani, due ragazze e due ragazzi con un tavolino e la locandina promo di una comunità per tossicodipendenti.
Vengo avvicinato da uno dei due giovani, mi accorgo solo quando è vicino che giovanissimo non lo è più. Continua a leggere

Tumulti interiori.

Soprattutto per chi ha stabilito, stanze d’albergo, sedili di aerei e treni , sabbie di deserti, o rifugi di montagna come residenze della propria esistenza, affinché ci si senta cittadini del mondo, vi sono momenti, in cui ci si accorge di aver smarrito la propria identità o avvertire un’irrequietezza, un senso di inappagamento generale . In generale sono segnali di radicali cambiamenti esistenziali . Con una forza impressionante è ciò che sento interiormente da un anno a questa parte.  E ricordando quante volte ho ripreso la valigia, decidendo di curiosare per il mondo e le sue genti, sentendomi veramente libero di esistere, questa notte insonne e lontano dal mio Paese, ho recuperato un brano che mi riporta con la memoria proprio a quei momenti. Poco conosciuto, ma pare un inno per trovare il coraggio a rimpadronirsi della propria esistenza e volare verso nuove esperienze.  Ho voluto condividerlo con voi chissà, magari tra voi quanti/e stanno pensando la stessa cosa ?

Torno alla radio. Impossibile spegnere una passione .

E’ il 1979 l’anno in cui il mio primo sogno più grande diviene realtà ( nella vita ho avuto la fortuna di averne altri ). Mai nutrito titubanze nonostante la giovane età; desideravo che quella cima di semplice corda per saltare, la usavo simulando un microfono, un giorno si tramutasse in esso realmente. Volevo comunicare là fuori i miei pensieri, creando una dualità di situazioni. La prima, interagire con un mondo dal quale volevo trarre cultura, informazione, curiosità, la seconda, condurre un gioco con me stesso, sperimentando il limite della mia timidezza, ostacolo pesante in quell’età alle relazioni sociali e alla conquista di un’identità. Amo la radio. La preferisco alla televisione, troppo subdola, ipnotica e vincolante. Non credo smetterò mai di ringraziarne il suo inventore. La radio è libera e ti rende libero. La radio ti accende quando sei spento, ti esalta quando ti senti su di giri, collega alla gente, connette.

Continua a leggere