Un viaggio impegnativo nel fight club delle elezioni USA 2016.

bigdebate-fan

Ci siamo ! Poche ore e sarò in volo per “the Big Apple” negli USA. Nel frattempo vengo costantemente aggiornato sugli umori e sviluppi delle rispettive campagne elettorali in corso ed è il caso di dirlo … Il caos regna sovrano. Nel giro di pochi mesi siamo passati dall’arco e frecce all’artiglieria pesante e dopo la riapertura dei carteggi (già archiviati con apposita inchiesta) relativi ad una grazia concessa dal “vecchio Bill” pochi giorni prima della sua uscita di scena, ad una magnate di dubbia fama, ci si aspetta ironicamente che Trump si scopra essere un immigrato clandestino o il finanziatore dell’Isis. Di certo, la tensione è altissima nei rispettivi campi e quel che più preoccupa gli addetti alla sicurezza sono i “supporters” agguerritissimi nel sostenere i loro candidati. Gli ultimi dati rilevano oramai un testa a testa ma il dato sicuro, il repubblicano, godendo dello scivolone in casa democratica, sta rimontando alla grande. I democratici dal canto loro sperano in qualcosa di divino per riportare a casa quegli elettori indecisi che, grazie ad un lavoro durissimo e costoso avevano recuperato negli ultimi due mesi. Tutto questo in mezzo a cittadini americani sempre più sconcertati da una politica perdente, sconsacrata e senza precedenti, pronta a scavare nel putridume degli affari più miserabili pur di erodere consensi all’avversario. Chi l’avrebbe detto che il teatro del sempre peggio a cui siamo abituati da anni nella politica italiana, avrebbe avuto concorrenti di così grande fama ! Chiunque verrà eletto, sarà un Presidente con poteri ricattabili ma soprattutto senza un vero e proprio consenso popolare. Fa fede la frase rilasciata in un’intervista da un elettore qualunque  ad un cronista americano : ” peccato non ci possano essere due perdenti “. Ed ora check veloce di documenti, carte, mappe e programmi di lavoro perché a notte fonda, turbolenze permettendo, farò mio, il sogno americano !

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Si parte … e i sogni son di nuovo realtà !

New York Times Square

Era il 1993. A Roma ero molto più giovane e dedito alle vicende politiche italiane.  L’aria che respiravo, non quella della capitale ma politica, era già allora stantia, pesante , insomma mi capite se siete entrati di colpo in uno di quei locali pieni di fumo e odori di cucina pesante. Un fatto ristabilì il mio entusiasmo e la convinzione che qualcosa, un giorno remoto, forse avrebbe potuto cambiare anche da noi. Dal profondo anonimato di un piccolo Stato dell’America, altrettanto anonimo ai più, e situato a sud del Paese, l’Arkansas, un Governatore di bella presenza, tale William Jefferson Clinton per i più “Bill” era divenuto il 42° Presidente degli Stati Uniti d’America. A soli 48 anni, l’uomo più potente del mondo. Accanto a lui una giovane moglie e una meno bella figlia. I giornali americani e non solo, dividevano i loro commenti, tra la sua simpatia e immagine di uomo sexy e la First Lady : l’avvocato Hillary Diane Rodham Clinton, uno dei cento più bravi d’America. Continua a leggere