Nell’anno 2011 decisi di tornare ad occuparmi di diritti umani, intensificando l’attività già operativa con la Human Right Watch di New York. Nel mio Paese, l’Italia, ancora non vi era una legge per le Unioni Civili, Matrimoni egualitari o una legge contro l’omofobia, in molti altri Stati del mondo le cose erano assai diverse. Un disagio sempre più palpabile tra le persone della comunità LGBT. I tempi erano forse maturi per un’azione diversificata ? Non lo sapremo mai. Dopo un attento periodo di osservazione social , appurammo che vi era una fetta di comunità, indifferente o non contenta degli obiettivi raggiunti in tutti questi anni. Con altri ragazzi/e decidemmo di provare a definire un evento che andasse controcorrente rispetto agli strumenti politici fino ad allora utilizzati. Ritenemmo, a giusta ragione, tutto questo lecito, poiché la democrazia e vivacità di una comunità dipende anche dal confronto e dalle idee, purché ciò sia costruttivo e conduca a risultati. Chiarimmo da subito ( fummo avvisati da più parti che avremmo avuto contro le maggiori associazioni di cui facevamo parte e che avremmo avuto ostacoli ovunque), che il nostro non sarebbe stato un evento “contro il Pride” o contro le associazioni (a cui dobbiamo molto e parte della nostra libertà LGBT esistenziale), il nostro sarebbe stato un tentativo di provare uno strumento differente, considerato che quelli finora usati non avevano portato in vent’anni a pochi risultati in merito agli obiettivi oggetto del contendere. (politica colpevole …ma sola la politica ?) Decidemmo di dar vita ad un’Associazione “DIRITTI NEGATI” ad oggi sciolta. Volevamo una grande manifestazione di piazza “INCLUSIVA” apolitica, ma soprattutto che avesse al centro del messaggio “L’UMANITA’ – L’AMORE” . Partimmo con una campagna di sensibilizzazione che mirasse a fare emergere proprio il senso di umanità e il sentimento comune che coinvolge l’essere umano, mettendo in secondo piano l’atto sessuale, quello che crea disgusto ai cosiddetti “normali”. Fondammo i nostri slogan e messaggi sulle teorie della Filosofa americana Martha Nussbaum. Sarebbe stata una manifestazione senza musica, con il coinvolgimento di tutte le categorie sociali del Paese. La stessa sarebbe terminata in una grande piazza italiana. Sul palco si sarebbero avvicendati nomi dello sport, teatro, musica, spettacolo, cultura, ecc. avrebbero parlato con citazioni, canzoni o altra rappresentazione, di diritti umani. Ad intervallare ogni singolo intervento un collegamento registrato nel mondo e proiettato su videowall, di personaggi titolati della politica, cultura, spettacolo, sport ecc. che si fossero distinti in azioni sui diritti umani e civili. Andai a trovare Stephane Hessel, prima della sua morte a casa alle porte di Parigi, con il suo libro Indignez-vous, ispirò il movimento spagnolo INDIGNADOS che ridiede vita ai movimenti giovanili nel mondo. Mi promise un suo videomessaggio. Grazie all’allora Segretario di Stato americano Hillary Clinton, viaggiai nel mondo per conoscere e confrontarmi con i principali Presidenti delle Associazioni Lgbt, invitandoli ad intervenire con video messaggi il giorno della manifestazione. Creai una secondo evento correlato, la settimana prima dell’evento, in tutte le piazze italiane : uno stand con la scritta “6 colori per l’Italia” avrebbe permesso un sondaggio d’opinione su tematiche lgtb in tema di diritti e soprattutto sarebbe stata l’occasione per far conoscere alla gente le attività culturali, sportive, artistiche, sociali ecc. operate dal popolo lgbt.  La macchina venne avviata, anche se procedeva lentamente. Mi recai in Parlamento e Senato e discussi dell’iniziativa con molti deputati e senatori di schieramenti diversi, trovai molte adesioni. Purtroppo ad un certo punto un gravissimo dramma famigliare mi colpì in corso d’opera e dovetti a forza maggiore, cedere il passo. Non avevo pensato a simile situazione (erroneamente), la struttura era debole e la macchina organizzativa si fermò. Nel frattempo la politica faceva i conti con cittadini sempre più indispettiti per un’indifferenza che penalizzava diritti umani negati e trovò il coraggio di approvare una legge che legalizzava le Unioni Civili. Non un traguardo ma un primo importante passo.

Di seguito a memoria di ciò l’intervista fatta al sottoscritto in occasione della successiva partenza della campagna pubblicitaria dell’evento . RCI RADIO (Grazie all’editore). Correva l’anno 2011.

Ed un promo video dell’epoca che evidenzia la delicatezza dei nostri messaggi agli italiani e la linea strategica per far emergere una discussione su un tema senza cadere nella retorica dell’atto sessuale fine a se stesso.

Promo ED N.25 La differenza