I migranti prigionieri sull’isola dei granchi in Australia.

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“Da quando sono su quest’isola ho osservato con orrore il rispetto per la vita umana sparire rapidamente”

Bell’esempio di giornalismo. Abbiamo sempre poco tempo per suscitarci riflessioni importanti, troppo invece, per suggellarci di un’indifferenza sociale mai così limitata. Troppi problemi nostri per occuparci degli altri ( può essere, crisi economica, disoccupazione, criminalità ecc.) …ma non proibiamo l’umana e legittima speranza, soprattutto con la forza della violenza e soppressione. Umani, non bestie. Visitai quest’isola e i suoi campi di detenzione come operatore della Human Right Watch di New York nel 2015 e questo servizio fa riaffiorare in me ferite emozionali mai richiuse. Mi ostino ad andare controcorrente. Oggi, oltre le 5 righe, una più una meno, le persone non ti leggono. Prediligono immagini con testo, poco. Tutto deve essere a portata di dita, scorrere per passare ad altro. Del resto, dopo aver letto di una catastrofe, di morti violente, truffe colossali, guerre, scorriamo con disinvoltura a coppie umane inviate su di un’isola come cavie da laboratorio affinché testino gelosia, tradimenti e turpiloqui, e ancora a logorroici talk show di politica dove l’opinione è canalizzata con sapienza a fini di audience. Continua a leggere

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Creature invisibili

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Ora che il caldo attanaglia le strade, li incroci solo allo spuntar del sole o al calar della sera. I più socializzati in qualche bar del quartiere a giocare a carte o a fissare i passanti sfilare dinnanzi ai loro occhi. Esistono e sono sempre più. Noi saremo loro. Un Paese avanzato economicamente e socialmente, così imparai viaggiando nel nord Europa, ha un dovere indelebile nei propri valori di esistenza politico-sociale :

rispettare, aiutare e non emarginare gli anziani. 

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Idee e valori che portano a rischiare la vita.

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E’ ancora vivido il ricordo di quella striscia di terra in cui l’elemento più sfacciato è l’odio. Mi trovavo in Israele, a Gerusalemme, e come un pendolare facevo spola tra Israeliani e Palestinesi nella striscia di Gaza. Ero lì per appropriami di interiorità ed elementi storici necessari alla stesura della mia tesi “Caratterizzazione e radici del conflitto Arabo-Israeliano”, non solo, in quei momenti conservavo gelosamente nel bagaglio valori come l’approfondimento di amicizie, la curiosità di immersioni in nuove culture con le quali confrontarmi attingendo spunti per modellare l’uomo che sarei divenuto; la ricerca delle origini dell’odio, sentimento a me sconosciuto ed anche, come  credente, le ragioni profonde generatici di conflitti portatori di tragedie e morte senza limiti di età. Ecco perché non posso esser scosso da crimini assurdi come quelli di Giulio Regeni o di Valeria Solesin. Continua a leggere

Quanto più ci innalziamo, tanto più piccoli sembriamo a quelli che non sanno volare…

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Osservo le onde approdare alla sabbia, trascinando micro organismi che ne modificano la quiete, la barriera corallina li preserva dalle oscure profondità quanto la mia serenità protegge da schegge impazzite, involucri e persone senza senso. Altri trecentosessantacinque giorni, ore, minuti, secondi … di speranza, follia, oblio, riso, pianto e raggi di sole dopo la tempesta. Può il creato esplodere quando ritieni la sua perfezione sigillo di un’opera finita? Sì. Non solo è possibile ma è accaduto, accade. Continua a leggere

Alla Vita

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Alla vIta

La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
come fa lo scoiattolo, ad esempio,
senza aspettarti nulla
dal di fuori o nell’aldilà.
Non avrai altro da fare che vivere.

La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che messo contro il muro, ad esempio, le mani legate
o dentro un laboratorio
col camice bianco e grandi occhiali,
tu muoia affinché vivano gli altri uomini
gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
e morrai sapendo
che nulla è più bello, più povero della vita.

Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che a settant’anni, ad esempio, pianterai degli ulivi
non perché restino ai tuoi figli
ma perché non crederai alla morte,
pur temendola,
e la vita peserà di più sulla bilancia.

Nazim Hikmet