I migranti prigionieri sull’isola dei granchi in Australia.

Schermata 2018-07-30 alle 11.56.29

“Da quando sono su quest’isola ho osservato con orrore il rispetto per la vita umana sparire rapidamente”

Bell’esempio di giornalismo. Abbiamo sempre poco tempo per suscitarci riflessioni importanti, troppo invece, per suggellarci di un’indifferenza sociale mai così limitata. Troppi problemi nostri per occuparci degli altri ( può essere, crisi economica, disoccupazione, criminalità ecc.) …ma non proibiamo l’umana e legittima speranza, soprattutto con la forza della violenza e soppressione. Umani, non bestie. Visitai quest’isola e i suoi campi di detenzione come operatore della Human Right Watch di New York nel 2015 e questo servizio fa riaffiorare in me ferite emozionali mai richiuse. Mi ostino ad andare controcorrente. Oggi, oltre le 5 righe, una più una meno, le persone non ti leggono. Prediligono immagini con testo, poco. Tutto deve essere a portata di dita, scorrere per passare ad altro. Del resto, dopo aver letto di una catastrofe, di morti violente, truffe colossali, guerre, scorriamo con disinvoltura a coppie umane inviate su di un’isola come cavie da laboratorio affinché testino gelosia, tradimenti e turpiloqui, e ancora a logorroici talk show di politica dove l’opinione è canalizzata con sapienza a fini di audience. Continua a leggere

Annunci

Libia : Lettere dal terreno. Un omaggio agli eroi di Medici senza frontiere

In mezzo a tanta indifferenza, odio, terrore e profumo di morte che s’accosta sempre più alle nostre narici ovunque nel pianeta ci si trovi, vi sono ancora uomini e donne che vivono sul campo l’orrore di tutto ciò : guerre, torture, eccidi o stragi. Come se un’ombra s’allungasse sulla luce, giorno dopo giorno assistiamo sgomenti sempre al peggio. Viviamo in uno stato confusionale tra mille problematiche di sopravvivenza, ovvio parlo per moltitudine i pochi non solo godono ma si arricchiscono e gioiscono . Le trame di movies e videogames che solo pochi anni fa parevano surreali ad oggi paiono set completamente realizzati e in piena azione. Ecco perché ho scelto la testimonianza di uno dei tanti Medici senza Frontiere , affinché possa rendere onore al loro coraggio ed umanitario operato  : Continua a leggere

Idee e valori che portano a rischiare la vita.

valori

E’ ancora vivido il ricordo di quella striscia di terra in cui l’elemento più sfacciato è l’odio. Mi trovavo in Israele, a Gerusalemme, e come un pendolare facevo spola tra Israeliani e Palestinesi nella striscia di Gaza. Ero lì per appropriami di interiorità ed elementi storici necessari alla stesura della mia tesi “Caratterizzazione e radici del conflitto Arabo-Israeliano”, non solo, in quei momenti conservavo gelosamente nel bagaglio valori come l’approfondimento di amicizie, la curiosità di immersioni in nuove culture con le quali confrontarmi attingendo spunti per modellare l’uomo che sarei divenuto; la ricerca delle origini dell’odio, sentimento a me sconosciuto ed anche, come  credente, le ragioni profonde generatici di conflitti portatori di tragedie e morte senza limiti di età. Ecco perché non posso esser scosso da crimini assurdi come quelli di Giulio Regeni o di Valeria Solesin. Continua a leggere

L’odio che non conosce età.

300 bambini soldato liberati in Sud Sudan

Ad ogni giorno nuovo, ringrazio. Lo ritengo un dovere, da sempre. Fortuna è soprattutto quando e dove si nasce. Basta esser onesti con sé stessi per comprendere osservando il mondo, quanto pur nelle nostre problematiche, fortunati lo siamo. Non ho vissuto gli orrori di una guerra, non porto le cicatrici per i dolori di una dittatura o guerra civile, sono in parte libero di volgere le mie aspirazioni di vita ad obiettivi non preclusi da uno stato sociale, poiché vivo in democrazia e non in tempi ove avrei potuto esser collocato in una classe inferiore. Non subisco discriminazioni per il colore della pelle, credo nel Dio che ritengo “l’inizio e la fine di tutto” e anche non vi creda più, potrei sempre sceglierne un altro senza finire in cella o impiccato. Ho un lavoro, un tetto per dormire e sempre qualcosa per saziarmi. Oggi, le parole di “Francesco” sull’orrore dei bambini soldato mi han riportato per un momento al mio “grazie” giornaliero. Sentir parlare di violenza, di odio è una cosa, toccarlo con mano un’altra e ciò rafforza la consapevolezza di sentirsi fortunati quando questi elementi non non appartengono alla tua vita. La prima volta che lessi e compresi il significato della parola “odio” fu durante la preparazione della tesi, Continua a leggere