Generazione di invisibili agli occhi del potere . Non è un Paese per GIOVANI.

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Il largo consenso del NO registrato tra i giovani elettori nel referendum appena chiuso, recava con sé una negazione al frutto del governo e di colui che lo ha rappresentato. Ma scrivo per i vincitori trionfanti sul carro, pregandoli di riflettere bene sulla portata di questa analisi. Pensate che negli ultimi 30 anni, ad essere buoni, qualche governo abbia messo in priorità assoluta la protezione e la crescita delle nuove generazioni ? Pensiamo all’istruzione, alla ricerca, all’Università, alle politiche sul lavoro. Ma fatemi il piacere! Prendetevi in giro da soli che a far propaganda siete dei geni. Quale sentimento deve nutrire un ventenne/venticinquenne nei confronti della politica ? Continua a leggere

Idee e valori che portano a rischiare la vita.

valori

E’ ancora vivido il ricordo di quella striscia di terra in cui l’elemento più sfacciato è l’odio. Mi trovavo in Israele, a Gerusalemme, e come un pendolare facevo spola tra Israeliani e Palestinesi nella striscia di Gaza. Ero lì per appropriami di interiorità ed elementi storici necessari alla stesura della mia tesi “Caratterizzazione e radici del conflitto Arabo-Israeliano”, non solo, in quei momenti conservavo gelosamente nel bagaglio valori come l’approfondimento di amicizie, la curiosità di immersioni in nuove culture con le quali confrontarmi attingendo spunti per modellare l’uomo che sarei divenuto; la ricerca delle origini dell’odio, sentimento a me sconosciuto ed anche, come  credente, le ragioni profonde generatici di conflitti portatori di tragedie e morte senza limiti di età. Ecco perché non posso esser scosso da crimini assurdi come quelli di Giulio Regeni o di Valeria Solesin. Continua a leggere

Insofferenza senza residenza. Ragioni inascoltate.

isofferenzaStudenti della facoltà di economia di Atene 2008

Manifesto degli occupanti . Siamo qui/siamo ovunque/ siamo un’immagine venuta dal futuro. Perché nelle strade delle nostre città di luce, distrutte e saccheggiate, non vediamo soltanto l’inevitabile conseguenza della nostra rabbia, ma la possibilità di iniziare a vivere. Non abbiamo altra scelta che ospitare questa possibilità, trasformarla in un’esperienza vivente: radicandola nel terreno della vita quotidiana, della nostra creatività, della nostra capacità di far prendere corpo ai nostri desideri, della nostra capacità di non contemplare, ma costruire il reale. Questo è il nostro spazio vitale. Tutto il resto è morte. Chi vuole capire, capirà. E’ giunta l’ora di far saltare le catene invisibili che imprigionano ciascuno di noi nella sua piccola, patetica esistenza. Per farlo non serve necessariamente, o non solo, assaltare le stazioni di polizia o dare alle fiamme i centri commerciali e le banche. E’ giunta l’ora di alzarci dal divano, di risvegliarci dalla contemplazione passiva della nostra esistenza individuale, Continua a leggere