Una donna nella storia. Harriet Tubman


Donne vittime di violenza, donne da secoli in lotta per diritti e parità, donne emancipate oggetto prediletto di un marketing classista, donne in carriera spietate, aggressive, donne fragili, single, mogli o madri. DONNE. Tra quelle da calendario o da format televisivo ho maggior deferenza per quelle semplici, silenziosamente operose verso ciò che una vita ingiusta e cieca ha imposto loro. Trovo incoraggiante nutrimi di passi della storia, scritti a volte con il sangue della vita. Nel mio vagabondare ho trovato esaltante omaggiare e ricordare Harriet Taubman colei che venne definita ” il Mosè della gente nera “. Lo faccio in un momento storico in cui il problema razziale trova nuovo terreno fertile accanto a populismi eruditi; dove i diritti umani conquistati sono canne al vento vittime di arie autoritarie in Europa e nel Mondo; dove la sperequazione tra ricchi e poveri ha cancellato “i colletti bianchi” rigurgitando fenomeni riprovevoli come le classi sociali.   Continua a leggere

Si parte … e i sogni son di nuovo realtà !

New York Times Square

Era il 1993. A Roma ero molto più giovane e dedito alle vicende politiche italiane.  L’aria che respiravo, non quella della capitale ma politica, era già allora stantia, pesante , insomma mi capite se siete entrati di colpo in uno di quei locali pieni di fumo e odori di cucina pesante. Un fatto ristabilì il mio entusiasmo e la convinzione che qualcosa, un giorno remoto, forse avrebbe potuto cambiare anche da noi. Dal profondo anonimato di un piccolo Stato dell’America, altrettanto anonimo ai più, e situato a sud del Paese, l’Arkansas, un Governatore di bella presenza, tale William Jefferson Clinton per i più “Bill” era divenuto il 42° Presidente degli Stati Uniti d’America. A soli 48 anni, l’uomo più potente del mondo. Accanto a lui una giovane moglie e una meno bella figlia. I giornali americani e non solo, dividevano i loro commenti, tra la sua simpatia e immagine di uomo sexy e la First Lady : l’avvocato Hillary Diane Rodham Clinton, uno dei cento più bravi d’America. Continua a leggere

Non lanciate razzi sui bambini addormentati

yemen

Barack Obama : discorso all’Università del Cairo, 4 giugno 2009. Il Time Magazine lo ha definito “la più importante allocuzione mai pronunciata sul Medio Oriente da un leader americano. 

In giorni difficili di riflessioni complesse su avvenimenti che sconvolgono culture e interi Paesi, ho trovato confortante rileggere questo documento nel quale vi sono messaggi di speranza. Ne condivido alcuni stralci tra i più importanti. Oggi, mi chiedo se siano attualizzabili  o se quelle parole, vengano spazzate via dalla rabbia e desiderio di vendetta fino a delinearne sfumature di un auspicabile e futuro conflitto armato.

Ci incontriamo qui in un periodo di forte tensione tra gli Stati Uniti e i mussulmani in tutto il mondo, tensione che ha le sue radici nelle forze storiche che prescindono da qualsiasi annuale dibattito politico […]Violenti estremisti hanno saputo sfruttare queste tensioni per mobilitare una minoranza, esigua ma forte, di mussulmani. Gli attentati dell’11 settembre 2001 e gli sforzi continui di questi estremisti volti a perpetrare atti di violenza contro civili inermi hanno indotto alcune persone nel mio paese a considerare l’Islam come inevitabilmente ostile, non soltanto nei confronti dell’America e dei paesi occidentali in genere, ma anche dei diritti umani. […] Continua a leggere

Quello che c’è sotto il cielo.

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Fermati a quello che c’è sotto il cielo.

Gli astri, lasciali ruotare lassù.

Non può bastarti un filo d’erba e d’acqua, il vento,

questo miracolo del vento tra i pini,

le fiamme dei falò che divampano

e i rami spezzati che diventano

purpurei, friabili, di cenere,

questo immenso miracolo del fuoco,

le nuvole, le rose, le api,

i corpi che si cercano con non meno

luce in sé che le albe… ti sembra poco ?

Giuseppe Conte – Poesie

 

 

La preghiera del ribelle

resistenza_resistenzaDai documenti storici della guerra di liberazione  A.N.P.I.

Signore, che fra gli uomini drizzasti la Tua Croce segno di contraddizione,
che predicasti e soffristi la rivolta dello spirito contro le perfidie e gli interessi dominanti, la sordità inerte della massa,
a noi, oppressi da un giogo numeroso e crudele che in noi e prima di noi ha calpestato Te fonte di libera vita,
dà la forza della ribellione.

Dio che sei Verità e Libertà, facci liberi e intensi:
alita nel nostro proposito, tendi la nostra volontà, moltiplica le nostre forze, vestici della Tua armatura.

Noi ti preghiamo, Signore.

Tu che fosti respinto, vituperato, tradito, perseguitato, crocifisso, nell’ora delle tenebre ci sostenti la Tua vittoria: sii nell’indigenza viatico, nel pericolo sostegno, conforto nell’amarezza.

Quanto piú s’addensa e incupisce l’avversario, facci limpidi e diritti. Continua a leggere

La rabbia dei giusti.

rabbiaForse, serve coraggio per scrivere nero su bianco certe opinioni ma nel clima di questi ultimi mesi può servire a riflettere su come molti italiani adirati, tra i quali mi metto per primo, non abbiano molti motivi per tale sentimento. Inizio questa riflessione scegliendo come periodo storico il secondo dopo guerra. In quella fase si plasmarono o forse si accentuarono, a mio giudizio, caratteristiche del comportamento del cittadino italiano. Escludo di individuarne le cause, qualunque esse siano, non è questo che mi interessa. Affermo però che, mentre una parte di cittadini, senza distinzione di sesso, classe sociale o professione, a testa bassa impiegava nella totalità il tempo per concretizzare la costruzione di un futuro immediato migliore, destinato al proprio nucleo famigliare, al comune, ed infine, ma non ultimo al proprio Paese, c’era chi iniziava a spargere semi di comportamenti sociali antietici che col passare degli anni, unitamente ad altri fattori, avrebbero portato l’Italia alle attuali condizioni. Dalla privazione forzata della libertà in ogni sua forma esercitata dalla dittatura fascista, si passò ad un suo uso spregiudicato, inquadrato nel concetto di contravvenzione alle norme, alle regole di comportamento, di irregolare competitività, di spudorato clientelismo ecc. ecc. Questo vizioso seme irrigato con la voglia comune di predominare, Continua a leggere

L’audacia della semplicità.

nils_holger_moormann_designer_design_industrial_hotel_berge_nils_holger_moorman_legno_eco_mobili_ecomobili_8Quando qualcosa, come un comportamento, un’azione, o qualcuno ci appare insolito, in questo mondo di abitudini non fatica ad attrarre il nostro interesse. Tutto, in certe giornate, periodi mi pare così artefatto, e non fatico a credere lo sia veramente. Così, assisto compiaciuto di ciò che accade da qualche settimana nel mondo mediatico. Rifletto e mi domando : ” quanti anni avrebbero impiegato le migliori agenzie specializzate in comunicazione a trovare un testimonial in grado di trasmettere messaggi di contenuto e di immagine in pochi giorni ad un pubblico universale ? Ed ancor meglio, che gli stessi messaggi  fossero accolti da consensi  su scala planetaria ? Credo, opinione personale forse presuntuosa, nessuna. Semplicemente perché, parlo per un pò di esperienza acquisita, ogni nuovo testimonial, personaggio o semplicemente figura di attraversamento temporaneo mediatico, riferito a coloro che diventano conosciuti per il tempo a cui si legano ad un fatto di cronaca o avvenimento, si prepara, si atteggia, si plasma attorno ad un’immagine mirata o pre confezionata. Chi desidera apparire è consapevole a chi vuole arrivare e cosa ottenere. Oggi , un uomo vestito di bianco ha rotto questi schemi ed è arrivato alla mia parte umana ed emozionale in modo diretto, profondo. Papa Francesco, come si dice in gergo, ha bucato il video in centinaia di milioni di famiglie e case. Quando morì Giovanni Paolo II, Continua a leggere