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Europa dell’Est. Ingratitudine Inquietante.


E’ un sentimento strisciante, sottorraneo, ancora non percepibile in tutta la sua forza. Eppure è concreto, chiamasi ingratitudine. Noi, cittadini europei orgoliosi della nostra storia, anche se col passare del tempo qualche pentimento riaffiora, gli inizi del nuovo secolo li abbiamo ben presenti. Il macigno della crisi economica e d’identità nazionalistica, con la sua cultura, tradizione e ideologia, non era che semplice discussione accademica. Il fenomeno immigrazione, solo di piccola entità, esisteva nelle statistiche demografiche. Tra il 1995 ed il 2000, Paesi della Vecchia Europa forti delle loro stabilità, sorridevano alla libera circolazione dei cittadini abolendo, attraverso l’adesione al Trattato di Schengen, ogni barriera di confine. Il culmine di speranze, intese come beneficio di appartenenza, lo si vide poi nel 2002 con l’immissione e la circolazione della moneta unica, l’Euro; azione successivamente corresponsabile del declino di forti potenze economiche. Continua a leggere

Libertà …ma non per tutti.

freedomexpAccade con frequenza che noi fortunati, noi che abbiamo la possibilità di vivere in Paesi “liberi” dimentichiamo quanto sia il valore di alcuni privilegi. Sì, perchè per me la libertà è un privilegio. Me lo ricordo ogni volta che leggo il libro di uno scrittore esiliato, confinato o anche ucciso per aver dato inchiostro ai suoi pensieri. Lo sento vivido quando ascolto testimonianze di persone anziane, sopravvissute alle dittature di destra o di sinistra nel corso dei miei viaggi per il mondo o ancora, nei dolci frammenti di memoria delle parole dei miei nonni che ancor giovanissimi combatterono guerre mondiali. Godo della mia libertà, che in molti deridono o sottovalutano, ogni qualvolta ripenso all’incontro con Vael Gonim dopo la primavera araba, o leggo corrispondenze di amici in Iran, o in quel Paese tanto democratico che oggi si chiama Russia dove il principio di libertà è soggiogato da chi detiene soldi e potere. Continua a leggere