Grida d’aiuto soffocate dall’indifferenza della politica.

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Assistiamo quotidianamente assuefatti, ad immagini, servizi e dossier sulla drammatica situazione di povertà in cui versano oramai moltissimi nostri concittadini e connazionali. E’ terrificante ascoltare la disperazione altrui dipinta come un quadro dell’orrore su volti di anziani, padri o madri di famiglia . Persone perbene che sotterrando “la vergogna dell’umiliazione pubblica” prestano la loro voce, i loro occhi spenti nel vuoto e le loro stanze ormai saccheggiate da società di recupero crediti o Equitalia, a programmi televisivi che rovistano nella miserabile condizione umana; non si comprende se questi canali lo facciano per impietosire o realmente prestare un pubblico servizio. Continua a leggere

L’Europa si ridesta e scopre una Turchia di regime. Dov’è stata finora ?

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Quando nel 2012, in una stanza d’albergo segreta a 10 km dal Cairo, intervistai Wael Ghonim, rigorosamente  accompagnato dai servizi egiziani, lui, ispiratore, della primavera araba, torturato e tenuto prigioniero trentatré giorni dalla polizia segreta, non avrebbe immaginato che la stessa, come molte altre sorte in quel periodo, non solo sarebbero state dissolte o soffocate, ma che la violenza, i sacrifici e il dolore di centinaia di morti innocenti non sarebbero stati d’esempio per altri cittadini più desiderosi di subire una dittatura che respirare aria di libertà. L’Unione Europea, o meglio dire, i suoi burocrati più che i comuni cittadini, Continua a leggere

Meglio andarsene?

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Una, cento, mille Piana Sant’Angelo a San Salvo, e con essa il dramma e lo sconforto di cittadini lavoratori o pensionati. I primi se appartenenti alla categoria commercianti i secondi perché soli, indifesi e facilmente neutralizzabili. Pietro Tinari è l’ultimo di una serie, almeno lui è vivo, altri, come Giuseppe Maver ucciso a Lecco il 25 novembre del 2004 da due ragazzini è ormai polvere e nei cuori dei propri cari. Continua a leggere

Idee e valori che portano a rischiare la vita.

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E’ ancora vivido il ricordo di quella striscia di terra in cui l’elemento più sfacciato è l’odio. Mi trovavo in Israele, a Gerusalemme, e come un pendolare facevo spola tra Israeliani e Palestinesi nella striscia di Gaza. Ero lì per appropriami di interiorità ed elementi storici necessari alla stesura della mia tesi “Caratterizzazione e radici del conflitto Arabo-Israeliano”, non solo, in quei momenti conservavo gelosamente nel bagaglio valori come l’approfondimento di amicizie, la curiosità di immersioni in nuove culture con le quali confrontarmi attingendo spunti per modellare l’uomo che sarei divenuto; la ricerca delle origini dell’odio, sentimento a me sconosciuto ed anche, come  credente, le ragioni profonde generatici di conflitti portatori di tragedie e morte senza limiti di età. Ecco perché non posso esser scosso da crimini assurdi come quelli di Giulio Regeni o di Valeria Solesin. Continua a leggere

Quando eravamo piccoli.

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Ricordo tratti dell’infanzia, dove la finestre di casa davano su nastri trasportatori meccanici intenti a spingere balle di fieno ai piani alti del fienile di fronte. Mattinate in cui il muggito delle mucche diveniva assordante quanto il frinire delle cicale nelle notti d’estate, vili assassine di sonni tranquilli. Un’infanzia colorita ma soprattutto plasmata di azioni che davano forma a cose concrete : prodotti, mestieri, valori, sapere, passione. Faccio questa premessa perché nel baccano di Alexander Platz, sono circondato da migliaia di “bauern und landwirte”, contadini e agricoltori. Si celebra la “settimana verde”. Sono circa venticinquemila e  centinaia di trattori ipertecnologici invadono questa piazza immensa rendendola ancor più viva. Cosa vogliono questi Peter, Hans, Wilhelm, e tanti altri ? Dicono basta ad una politica agricola industriale, dicono stop a grandi allevamenti di massa; si oppongono alla firma di accordi commerciali transatlantici che di qui a poco, spingeranno sui mercati tedeschi e non solo, prodotti geneticamente modificati. Continua a leggere

L’odio che non conosce età.

300 bambini soldato liberati in Sud Sudan

Ad ogni giorno nuovo, ringrazio. Lo ritengo un dovere, da sempre. Fortuna è soprattutto quando e dove si nasce. Basta esser onesti con sé stessi per comprendere osservando il mondo, quanto pur nelle nostre problematiche, fortunati lo siamo. Non ho vissuto gli orrori di una guerra, non porto le cicatrici per i dolori di una dittatura o guerra civile, sono in parte libero di volgere le mie aspirazioni di vita ad obiettivi non preclusi da uno stato sociale, poiché vivo in democrazia e non in tempi ove avrei potuto esser collocato in una classe inferiore. Non subisco discriminazioni per il colore della pelle, credo nel Dio che ritengo “l’inizio e la fine di tutto” e anche non vi creda più, potrei sempre sceglierne un altro senza finire in cella o impiccato. Ho un lavoro, un tetto per dormire e sempre qualcosa per saziarmi. Oggi, le parole di “Francesco” sull’orrore dei bambini soldato mi han riportato per un momento al mio “grazie” giornaliero. Sentir parlare di violenza, di odio è una cosa, toccarlo con mano un’altra e ciò rafforza la consapevolezza di sentirsi fortunati quando questi elementi non non appartengono alla tua vita. La prima volta che lessi e compresi il significato della parola “odio” fu durante la preparazione della tesi, Continua a leggere

Italia: apologia dell’indifferenza

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Grazie ad un lavoro che permette di viaggiare, chi come me vive molto tempo a contatto con culture differenti, troverà bizzarro se non da “sit-com” la realtà politica contemporanea di questo Paese. La sensazione di frustrazione è palpabile ovunque e mentre chi può, chi deve, leva le tende e sceglie altre mete per dare una svolta o un futuro più roseo alla propria vita, c’è anche chi resta aspettando che “un nuovo miracolo italiano” sovverta una situazione al limite della tragedia. Sono stanco ma direi forse più schifato, incazzato, rabbioso di assistere ad un’incapacità collettiva di stampa, radio, tv, e classe politica in generale nel gestire una situazione degenerata a tal punto da calpestare i più elementari diritti della democrazia. Leggendo queste affermazioni, molti potrebbero stupirsi  abituati alla mia franchezza sempre in contorni civili e pacati, ma anche le riflessioni pongono un limite alla decenza. Sono mesi e settimane che il tema del giorno è la questione Berlusconi. Il nostro Paese non ha più una propria identità Continua a leggere

Giovani con la passione del proprio Paese.

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” Il potere della gente è più forte della gente al potere. “

… il nostro problema più grave è che, ironia della sorte, in Egitto ciascuno vede soltanto i propri problemi. Non capiamo che anche se le difficoltà che sperimentiamo sono diverse, la causa è una sola . Non proviamo più compassione per i poveri … In quanti di noi si sono fermati a pensare a come una persona possa vivere con uno stipendio di 300 lire ? Sottovalutiamo questi dati e li ignoriamo pensando che non ci riguardino. Ma questi individui come faranno ? Ruberanno, accetteranno tangenti e apriranno una porta alla corruzione. Queste persone potrebbero influire direttamente sulla vostra vita perchè sono i dirigenti delle agenzie governative, gli insegnanti dei vostri figli, chi prepara il pane che mangiate eccetera. E se decidono di essere onesti cittadini che non accettano tangenti finiscono con il vivere come animali, perdendo ogni senso di appartenenza o di patriottismo e trasmettono questo sentimento ai propri figli… Ed ecco da dove nasce quella frase che sentiamo spesso pronunciare dai più poveri : ” Questo non è il mio Paese, è il loro”, dove il “loro” si riferisce al regime e ai ricchi uomini d’affari di cui si circonda. Le religioni invitano gli esseri umani a preoccuparsi per il loro prossimo, i problemi di una società rappresentano un pericolo molto maggiore rispetto a quelli di un singolo individuo… E’ come se fossimo tutti su una barca: Continua a leggere