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Ho ucciso i miei fratelli .

Se sangue è sempre stato versato inutilmente o per interessi specifici di Re, Governanti, Nazioni, il mutamento sociale avvenuto negli ultimi due secoli non ha cancellato gli orrori di guerre, torture, o ingiustizie sociali anzi, per taluni, ci fosse una grande guerra sarebbe una decimazione utile al ritorno del benessere.  Questo mutamento ha delegittimato, cancellato quel minuscolo insieme di valori, punto di riferimento nei momenti difficili, nella quotidiana  convivenza reciproca, nell’interscambio di culture e apprendimento globale. “Sì. ho ucciso i miei fratelli.” Ho pensato bene di costruire metropoli popolose, impoverendo la ricchezza dei piccoli centri urbani. Ho deciso che una piccola fabbrica e i profitti che ne traevo  non fossero più sufficienti, quindi ho ritenuto opportuno evolvermi con l’unico scopo di sentirmi onnipotente. Amo strumenti come gli stage, i vouchers, i paradisi fiscali  e fottere il prossimo come parte integrante del mio nuovo DNA. Continua a leggere

Il papa degli ultimi . Libere opinioni.

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Gesù Cristo ha detto cose grandi in modo così semplice che sembra non le abbia pensate, ma in modo così preciso che è chiaro che le ha pensate. Questa chiarezza e questa semplicità insieme sono ammirevoli.

È il pensiero di Blaise Pascal e trovo rifletta il pensiero dogmatico di Papa Francesco. Le righe che sto per scrivere ho la certezza , faranno storcere il naso a molti ma altrettanti ne condivideranno l‘opinione. Sono credente, cristiano e cattolico, praticante mutevole secondo età e purtroppo necessità. Ho avuto, come tanti, essendo nato nel secolo scorso e nel boom degli anni sessanta democristiani, una assidua frequentazione degli ambienti ecclesiastici per poi, col passare del tempo averne meno ma qualitativamente migliore. Come appassionato di comunicazione e storia vaticana, dal giorno del suo insediamento sul trono di Pietro, seguo l‘attività di questo Papa, come pure le azioni dell‘esercito catto–integralista sempre più agguerrito che ne critica le gesta. Continua a leggere

Quei ricordi riposti nel cuore

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Vivo il presente poiché credo sia benefico trarre emozioni profonde da ciò che accade ora, indipendentemente dai trascorsi o da ciò che verrà. Amo giocare in prima linea affrontando la partita meno, restare sugli spalti a tifare. Nonostante ciò vi sono momenti, dettagli legati ad un microcosmo del passato che ogni tanto riemergono con vigore, dei flash che avvolgono fino ad immobilizzarti impedendone ogni variazione di pensiero. Essi appartengono ad un passato remoto fatto di emozioni, scoperte e approcci alla vita guidati solo dall’ingenuità di un’età ancora imberbe. Così, capita che un profumo avvertito nell’aria ti prenda per mano portandoti lontano nei ricordi del tempo e, chiudendo gli occhi tu sia di nuovo là, in quella piazza, casa, stanza, cortile, soffitta dove ogni cosa trasudava sensazioni che andavano ad incunearsi nel tempo. Oggi, è una bella giornata di sole estivo, cielo azzurro e finestre aperte. Ad un tratto un intenso profumo di polenta invade la serena e metodica abitudine alimentare di evitare appesantimenti fuori luogo. E’ però così forte da non portarmi ad una semplice voglia di assaggiarne ma ricondurmi all’infanzia e adolescenza, spazzando via d’un colpo l’olezzo e il nauseante puzzo delle metropoli in cui per anni ho vissuto. Così, abbasso lentamente le palpebre lasciandomi trasportare e torno indietro nel tempo, risvegliandomi in Via Don Carlo Rosa al 47 a Calolzlocorte, nella stanza da ragazzo la domenica mattina, con il cantilenante ritornello di una madre, necessario richiamo ad una levata già tarda degna solo di pelandroni e figli viziati. Continua a leggere