Un mondo orfano di “Leaders” . Cercasi disperatamente politiche per un progresso equo, sicuro e vivibile.

Mi chiedo da cittadino del mondo a cosa abbiano pensato (una risposta me la sono anche data), i vari politici mondiali negli ultimi venti anni, azzardando un periodo congruo. Hanno saputo magistralmente  utilizzare tematiche come : ambiente, progresso, tecnologia, lavoro, diritti ma soprattutto una in particolare ” globalizzazione”.  Mentre si riempivano la bocca di temi eccellenti, rendendoli accattivanti all’elettorato, hanno lasciato che tutto questo citato progredisse, come giusto fosse peccato, non essersi preparati in tempo, valutare cause ed effetti planetari che politiche usate come “esca” avrebbero prodotto. Si sono poi inseriti, arguti come iene della peggior specie vivente “i guru della finanza mondiale”. Inventarono prodotti ad hoc per favorire governi, comuni ed istituti di credito dai bilanci più edulcorati di una tavolozza di colori ad olio. I risultati sono sotto gli occhi tutti, ovunque, e lo dico a ragion veduta perché viaggio da sempre per il mondo, la mia casa. Mi sono permesso umilmente una semplice analisi. La scomparsa di “politici con statura”, veri “Leaders” capaci con coraggio di promuovere scelte eque e destinate a costruire un futuro decisamente migliore, affinché quei miliardi di giovani confusi e delusi possano ricoltivare la speranza di una vita reale e non da “fiction. Continua a leggere

Anche la Disney si adegua all’intramontabile bigottismo “Made in Italy”

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Nutrivo speranze all’inizio del nuovo secolo, ( io appartengo al precedente) di veder ammorbidito o quanto meno in fase di evoluzione, quel pruriginoso fastidio all’utilizzo della parola “sesso”nel mio bel Paese. Mera illusione. Quanto scrivo l’avevo previsto durante il mio soggiorno a New York e citato durante una corrispondenza radiofonica. Big Apple era tappezzata di poster giganteschi e negozi o coffee center invasi da gadgets della nuova produzione Disney, dal titolo :Moana.

Ho nutrito la saggia percezione che in Italia al movie avrebbero sostituito il nome. Non ho dovuto attendere molto. I trailers pubblicizzano il film col nome : Oceania. Davvero imbarazzante anche se da sbellicarsi.

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Non lanciate razzi sui bambini addormentati

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Barack Obama : discorso all’Università del Cairo, 4 giugno 2009. Il Time Magazine lo ha definito “la più importante allocuzione mai pronunciata sul Medio Oriente da un leader americano. 

In giorni difficili di riflessioni complesse su avvenimenti che sconvolgono culture e interi Paesi, ho trovato confortante rileggere questo documento nel quale vi sono messaggi di speranza. Ne condivido alcuni stralci tra i più importanti. Oggi, mi chiedo se siano attualizzabili  o se quelle parole, vengano spazzate via dalla rabbia e desiderio di vendetta fino a delinearne sfumature di un auspicabile e futuro conflitto armato.

Ci incontriamo qui in un periodo di forte tensione tra gli Stati Uniti e i mussulmani in tutto il mondo, tensione che ha le sue radici nelle forze storiche che prescindono da qualsiasi annuale dibattito politico […]Violenti estremisti hanno saputo sfruttare queste tensioni per mobilitare una minoranza, esigua ma forte, di mussulmani. Gli attentati dell’11 settembre 2001 e gli sforzi continui di questi estremisti volti a perpetrare atti di violenza contro civili inermi hanno indotto alcune persone nel mio paese a considerare l’Islam come inevitabilmente ostile, non soltanto nei confronti dell’America e dei paesi occidentali in genere, ma anche dei diritti umani. […] Continua a leggere

Il papa degli ultimi . Libere opinioni.

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Gesù Cristo ha detto cose grandi in modo così semplice che sembra non le abbia pensate, ma in modo così preciso che è chiaro che le ha pensate. Questa chiarezza e questa semplicità insieme sono ammirevoli.

È il pensiero di Blaise Pascal e trovo rifletta il pensiero dogmatico di Papa Francesco. Le righe che sto per scrivere ho la certezza , faranno storcere il naso a molti ma altrettanti ne condivideranno l‘opinione. Sono credente, cristiano e cattolico, praticante mutevole secondo età e purtroppo necessità. Ho avuto, come tanti, essendo nato nel secolo scorso e nel boom degli anni sessanta democristiani, una assidua frequentazione degli ambienti ecclesiastici per poi, col passare del tempo averne meno ma qualitativamente migliore. Come appassionato di comunicazione e storia vaticana, dal giorno del suo insediamento sul trono di Pietro, seguo l‘attività di questo Papa, come pure le azioni dell‘esercito catto–integralista sempre più agguerrito che ne critica le gesta. Continua a leggere

Idee e valori che portano a rischiare la vita.

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E’ ancora vivido il ricordo di quella striscia di terra in cui l’elemento più sfacciato è l’odio. Mi trovavo in Israele, a Gerusalemme, e come un pendolare facevo spola tra Israeliani e Palestinesi nella striscia di Gaza. Ero lì per appropriami di interiorità ed elementi storici necessari alla stesura della mia tesi “Caratterizzazione e radici del conflitto Arabo-Israeliano”, non solo, in quei momenti conservavo gelosamente nel bagaglio valori come l’approfondimento di amicizie, la curiosità di immersioni in nuove culture con le quali confrontarmi attingendo spunti per modellare l’uomo che sarei divenuto; la ricerca delle origini dell’odio, sentimento a me sconosciuto ed anche, come  credente, le ragioni profonde generatici di conflitti portatori di tragedie e morte senza limiti di età. Ecco perché non posso esser scosso da crimini assurdi come quelli di Giulio Regeni o di Valeria Solesin. Continua a leggere

L’odio che non conosce età.

300 bambini soldato liberati in Sud Sudan

Ad ogni giorno nuovo, ringrazio. Lo ritengo un dovere, da sempre. Fortuna è soprattutto quando e dove si nasce. Basta esser onesti con sé stessi per comprendere osservando il mondo, quanto pur nelle nostre problematiche, fortunati lo siamo. Non ho vissuto gli orrori di una guerra, non porto le cicatrici per i dolori di una dittatura o guerra civile, sono in parte libero di volgere le mie aspirazioni di vita ad obiettivi non preclusi da uno stato sociale, poiché vivo in democrazia e non in tempi ove avrei potuto esser collocato in una classe inferiore. Non subisco discriminazioni per il colore della pelle, credo nel Dio che ritengo “l’inizio e la fine di tutto” e anche non vi creda più, potrei sempre sceglierne un altro senza finire in cella o impiccato. Ho un lavoro, un tetto per dormire e sempre qualcosa per saziarmi. Oggi, le parole di “Francesco” sull’orrore dei bambini soldato mi han riportato per un momento al mio “grazie” giornaliero. Sentir parlare di violenza, di odio è una cosa, toccarlo con mano un’altra e ciò rafforza la consapevolezza di sentirsi fortunati quando questi elementi non non appartengono alla tua vita. La prima volta che lessi e compresi il significato della parola “odio” fu durante la preparazione della tesi, Continua a leggere

E’ là che hai bisogno di andare …

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“Entrare nella grotta della meditazione dovrebbe rappresentare ogni giorno un momento di comunione con Dio, ma negli ultimi tempi mi ci sono avventurata con molte esitazioni, restia come la mia cagna quando entrava nello studio del veterinario (sapeva che, indipendentemente dall’amicizia che le veniva dimostrata, avrebbe finito con il sentire la dolorosa puntura di un ago). Dopo la mia ultima conversazione con Richard il texano, però, sono decisa a tentare un nuovo approccio. Mi siedo a meditare e dico alla mia mente : Capisco che tu sia spaventata. Ma non sto cercando di annientarti, davvero. Desidero solo darti un posto dove riposare. Ti voglio bene. L’altro giorno un monaco mi ha detto :

Il posto dove la mente riposa è il cuore . La mente sente tutto il giorno frastuono di campane, rumore e discussioni, e invece vuole solo tranquillità. Il luogo dove la mente troverà pace è il silenzio del cuore. E là che hai bisogno di andare. 

Sto provando anche un mantra diverso. E’ un mantra con cui ho avuto fortuna in passato. E’ semplice, solo due sillabe : Ham-sa. In sanscrito significa “Io sono quello” Gli yogi dicono che Ham-sa è il mantra più naturale, quello che riceviamo tutti da Dio prima della nascita. E’ il suono del nostro stesso respiro. Ham quando si inspira, sa quando si espira. Ogni volta che respiriamo e espiriamo, per tutta la vita, ripetiamo questo mantra. Io sono Quello. Sono divino, sono con Dio, sono un’espressione di Dio, non sono un’entità separata, non sono sola, non sono la limitata illusione di un individuo. Ho sempre trovato Ham-sa facile e riposante, più facile per meditare che non Om Namah Shivaya, il mantra ufficiale di questo yoga. Il monaco dell’altro giorno mi ha detto di usare pure Ham-sa, se aiuta la mia meditazione. Mi ha detto : Meditare provoca comunque una rivoluzione nella tua mente. E così oggi me ne starò qui seduta con Ham-sa.

Dialoghi da MANGIA PREGA AMA di Elizabeth Gilbert

Tre modi d’incontrarsi, il vangelo secondo Gallo.

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… E lui era là, in mezzo agli ultimi.

Era il 4 marzo 2012. Il violino di un rom accompagnava la tromba di un barbone che a malamente si reggeva alla colonna,  insieme suonavano 4 marzo 1943, altri : tossicodipendenti, orfani, malati di mente, extracomunitari, disoccupati, prostitute, transessuali, artisti di strada e gente comune, cantavano ad alta voce, convinti, commossi . Così, Don Andrea Gallo coronava da Genova  il suo personale saluto all’amico Lucio Dalla il giorno del funerale a Bologna . Ancora una volta, l’amore dell’uomo prevaricava l’obbedienza alla gerarchia ecclesiastica. La CEI aveva vietato canzoni nelle chiese il giorno delle esequie. Ma quella mattina la piccola chiesa della comunità San Benedetto a Genova era gremita. La gente, la sua gente, era giunta d’ogni dove dai carugi, dedalo di vicoli nel porto.

Amava dire : ” Il grande evento qual’è? L’incontro. Il fatto che gli uomini, le donne, gli adulti, i giovani, cioè gli esseri umani, si incontrano. Ci sono tre modi di incontrarsi: fare la guerra all’altro, erigere dei muri o dialogare. Dialogare, dal punto di vista etimologico, significa “parlare tra”, cioè tra più persone, e quindi dare la parola all’altro. E allora nasce un confronto che ha per obiettivo, non mi stanco mai di ripeterlo, il bene comune “.

Gallo, quell’incontro lo praticava quotidianamente, stringeva ed abbracciava la sua famiglia ogni giorno. Quella che per anni aveva visto crescere, aveva difeso, protetto. Continua a leggere

Se anche gli alpini dovessero discriminare…

Trovo con rammarico, nel consueto giro di corrispondenza, note che mi amareggiano e in parte scalfiscono quella certezza di aver sempre fatto parte di un corpo, quale gli alpini, dedito alla sostanza delle cose, a fatti concreti  che i suoi appartenenti realizzano grazie alle proprie capacità e al grande spirito sociale volto a privilegiare la collettività e non il singolo individuo. Corpo a cui sento di appartenere con fierezza nonostante la mia diversità. Nessuno, si è mai curato a ragion di statuto di farmi domande sulla vita privata e men che meno di distogliermi da una delle tante azioni di soccorso solo perchè diverso. Le mie braccia son servite come quelle di tanti altri e come recita una doverosa pubblicità progresso, nel momento del bisogno, al malato non interessa sapere quali siano le tue preferenze sessuali.

Detto questo entro nel merito e pubblico con piacere, favorendone una riflessione e discussione, una corrispondenza tra Luca, un amico, scrittore e collega radiofonico e il Direttore dello storico ” Giornale dell’Alpino” Bruno Fasani. A seguire l’articolo dal quale prende spunto la discussione e nel successivo la corrispondenza intercorsa tra Luca e il Direttore, dalla quale ne scaturisce poi la mia amarezza e perplessità.

Grazie per l’attenzione, come sempre !

Bruno

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