Il sole abbaglia il super “IO” vacanziero.

Ho trascorso queste ultime settimane tra alture, colline, mari, spiagge, discoteche e centri storici. Pranzato e cenato in rifugi, pub, bistrot, piadinerie, street food e ristoranti con un pieno di recensioni social; come molti rilassato, divertito, annoiato, immerso talvolta in masse di persone o poche in gruppo. Nel semplice ma quantomai raro esercizio dell’ascolto ho però fruito indirettamente di quelle che lo psicanalista svizzero Jung, definisce  “nevrosi” ovvero, nient’altro che un tentativo di soluzione individuale (non riuscito) d’un problema generale“, cioè il risultato finale di un confronto conflittuale tra le pulsioni intrinseche dell’individuo e l’ambiente e il tempo in cui vive. In questo caso prendo a prestito una sua definizione, trovo calzi a pennello e la attualizzo :

L’uomo contemporaneo è cieco al fatto che, con tutta la sua razionalità ed efficienza, è posseduto da “poteri” che sfuggono al suo controllo. I suoi dei e demoni non sono affatto scomparsi; hanno semplicemente nuovi nomi. Li dominano con l’irrequietezza, vaghe apprensioni, complicazioni psicologiche, un insaziabile bisogno di pillole, alcol, tabacco, cibo  e, soprattutto, una vasta gamma di nevrosi, aggiungo io, smartphone, devices, e social APP.”

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Ha ancora senso usare il termine Istituzioni ?


Lo spunto, dall’intenso ed emotivo intervento della Senatrice Emma Bonino durante una seduta a Palazzo Madama, rivolto in gran parte ai Senatori Grillini, volto a chiedere maggior rispetto per le sacre Istituzioni dello Stato. Il titolo del post? Tranquilli. Non è una dichiarazione d’anarchia ma una semplice riflessione nata dalla comparazione di alcune affermazioni. La prima indica il significato di “Istituzione” : configurazione di sovrastrutture organizzate giuridicamente il cui fine è di garantire le relazioni sociali, la conservazione e l’attuazione di norme, attività sociali e giuridiche stabilite tra l’individuo e la società o, tra l’individuo e lo Stato sottratte all’arbitrio individuale e del potere in generale. Per essere ancor più preciso, ripesco le parole di L.Saint Just, rivoluzionario e politico francese, incarnò il terrore durate la Rivoluzione Francese. Egli scrisse :

«Le Istituzioni costituiscono per il governo di un popolo libero, la garanzia contro la corruzione del governo. Solo l’Istituzione può incatenare il delitto e l’ingiustizia contro l’arbitrio, noi vi proponiamo istituzioni civili per le quali anche un bimbo possa resistere all’aggressione di un uomo potente ed ingiusto. Ci sono troppe leggi e poche Istituzioni civili… più istituzioni ci sono, più il popolo è libero.»

 

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Creatività è sinonimo di libertà.

Quel ponte fra l’Io e l’universo. Creatività è sinonimo di libertà. Una libertà esigente e coraggiosa. E’ creativo chi non si ferma, chi non si arresta alla prigione di un arrivo. E va avanti, cerca, collega, osa, prova...impara. Essere creativi significa tener fede alla propria umanità, anzi ne è la prerogativa. Perché creatività , scrive Daisaku Ikeda, è forzare la pesante porta d’ingresso della vita stessa per far fluire il nuovo dall’interno. Creare etimologicamente significa “fare”. Concretizzare il proprio pensiero, la propria visione, il proprio sogno. In un quadro, in un brano musicale, in una poesia, in un’invenzione. Ma anche nelle azioni apparentemente più semplici della vita quotidiana: trasformare un conflitto, risparmiare dei soldi, trovare la cura giusta, incoraggiare una persona, rendere l’esistenza più bella e felice. Il potere dell’arte esemplifica questa ambizione umana, e solo umana, di perfezionare il mondo per dare alla realtà un contributo nuovo, migliore, esprimendo ciò che è ancora inespresso. Una vita creativa, è sempre volta a trascendere il sé individuale e a superare i limiti di spazio e di tempo nel perseguimento del sé universale. E l’opera d’arte, espressione irrefrenabile di questa spinta creativa, con il suo potere integrante agisce sugli esseri umani perché trasporta l’esperienza  personale in una forma dal significato universale che parla al cuore di tutti. Per questo l’arte fa bene alla vita. 

Tratto da: Buddhismo e Società.

 

La differenza di età certifica un amore ? Pregiudizi obsoleti.

Stefano Accorsi rilascia un’intervista a tutto tondo al Corriere, il rilievo, fra le tante affermazioni fatte, è dato ancora una volta, alla differenza di età tra l’attore e la sua compagna. E cosi, funziona per altre coppie famose, dall’Eliseo alla Casa Bianca ma anche, nelle immacolate ville della verde Brianza e negli anonimi condomini delle periferie italiane. Chiacchiere da ombrellone in estate e da bar di provincia durante l’anno. Frivoli pettegolezzi diurni tra fancazzisti/e quotidiani, magari “rosiconi” come dicono i romani , che qualcosa di inaspettato, bello ed intenso stia capitando a loro amici, vicini, colleghi. Tutto il mondo è paese, nessun confine ne limita l’effetto. Cosa fa paura a terzi di una privata relazione tra due persone adulte, consapevoli e innamorate? Scrivo legittimamente paura perché nell’esposizione delle loro tesi, quasi sempre giungono a dire ” ma però … quando ” o ancora ” se dovesse accadere …” riferito alle più banali ricadute su azioni della vita di relazione. Continua a leggere

Amore Vs Voler bene . Bello riconoscersi sfidando le certezze.

 

Avvertivo  un piacevole  benessere trovandomi in penombra, rassicurava le mie incertezze. Evitavo l’intensità della luce come quella dei raggi del sole. Peccato, si trattasse solo di una vile autodifesa. Ci vuole coraggio, molto, per mettere in discussione delle certezze. Così nella vita, sul lavoro, con gli amici come pure nella sfera sentimentale. Gli incontri  “colpo di fulmine” , (io ci credo, non potrei altrimenti) sono stati, per legge di causa-effetto l’inizio di susseguenti relazioni. Non conosco vie di mezzo, amo mettermi in gioco, molto meno razionalizzare il momento e le ragioni opportune. Sì, come scrisse Susanna Tamaro, io vado dove mi porta il cuore. Come tanti/e ho avuto storie fortunate e meno, ma quasi mai superficiali. Nonostante credessi in quel che facevo, a volte, nutrivo le relazioni con l’autoconvincimento, soprattutto in momenti di burrasca, che ciò che provassi fosse amore, indipendentemente che quello in ricezione lo fosse o meno. Continua a leggere

L’egoismo di potere logora l’entusiasmo. Il delicato aspetto della gestione risorse.

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Gli spunti da cui traggo il mio pensiero sono due : il recente caso di licenziamento del direttore del personale, della già chiacchierata Gilardoni spa di Mandello, causa maltrattamenti ai dipendenti (l’abbinata con la celebre dott.ssa Cristina era perfetta); e il rapporto dei giovani con i superiori, siano essi colleghi o dirigenti. Il mondo é sempre più governato da finanza e pochi grandi miliardari, la cui propensione è delegare produttività a robot e tecnologia e, la gestione a manager dal sangue freddo e aggressività competitiva. La figura umana, nella pregressa e remota era industriale era centralizzata alla buona conduzione e prosperità dell’impresa. Vi erano imprenditori o artigiani lungimiranti, consapevoli che il rapporto, e talvolta la condivisione dei piani aziendali e produttivi, fossero la condizione ottimale per rendere più sicura l’azienda nell’esercizio delle sue funzioni di profitto.  Continua a leggere

Il papa degli ultimi . Libere opinioni.

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Gesù Cristo ha detto cose grandi in modo così semplice che sembra non le abbia pensate, ma in modo così preciso che è chiaro che le ha pensate. Questa chiarezza e questa semplicità insieme sono ammirevoli.

È il pensiero di Blaise Pascal e trovo rifletta il pensiero dogmatico di Papa Francesco. Le righe che sto per scrivere ho la certezza , faranno storcere il naso a molti ma altrettanti ne condivideranno l‘opinione. Sono credente, cristiano e cattolico, praticante mutevole secondo età e purtroppo necessità. Ho avuto, come tanti, essendo nato nel secolo scorso e nel boom degli anni sessanta democristiani, una assidua frequentazione degli ambienti ecclesiastici per poi, col passare del tempo averne meno ma qualitativamente migliore. Come appassionato di comunicazione e storia vaticana, dal giorno del suo insediamento sul trono di Pietro, seguo l‘attività di questo Papa, come pure le azioni dell‘esercito catto–integralista sempre più agguerrito che ne critica le gesta. Continua a leggere

Idee e valori che portano a rischiare la vita.

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E’ ancora vivido il ricordo di quella striscia di terra in cui l’elemento più sfacciato è l’odio. Mi trovavo in Israele, a Gerusalemme, e come un pendolare facevo spola tra Israeliani e Palestinesi nella striscia di Gaza. Ero lì per appropriami di interiorità ed elementi storici necessari alla stesura della mia tesi “Caratterizzazione e radici del conflitto Arabo-Israeliano”, non solo, in quei momenti conservavo gelosamente nel bagaglio valori come l’approfondimento di amicizie, la curiosità di immersioni in nuove culture con le quali confrontarmi attingendo spunti per modellare l’uomo che sarei divenuto; la ricerca delle origini dell’odio, sentimento a me sconosciuto ed anche, come  credente, le ragioni profonde generatici di conflitti portatori di tragedie e morte senza limiti di età. Ecco perché non posso esser scosso da crimini assurdi come quelli di Giulio Regeni o di Valeria Solesin. Continua a leggere

Quanto più ci innalziamo, tanto più piccoli sembriamo a quelli che non sanno volare…

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Osservo le onde approdare alla sabbia, trascinando micro organismi che ne modificano la quiete, la barriera corallina li preserva dalle oscure profondità quanto la mia serenità protegge da schegge impazzite, involucri e persone senza senso. Altri trecentosessantacinque giorni, ore, minuti, secondi … di speranza, follia, oblio, riso, pianto e raggi di sole dopo la tempesta. Può il creato esplodere quando ritieni la sua perfezione sigillo di un’opera finita? Sì. Non solo è possibile ma è accaduto, accade. Continua a leggere

Quando l’amore diviene obsoleto

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Sempre più spesso accade di ascoltare da amici o amiche sparsi nel mondo, vivere relazioni e matrimoni della durata di un soffio o ingiallite e galleggianti in una palude di indifferenza reciproca. Facilmente, nel primo caso, l’assunzione di responsabilità o consapevolezza di aver intrapreso un percorso condiviso è considerato un optional, nel secondo l’incertezza di un nuovo futuro o la falsa giustificazione di causare dolo al partner rendono infinito il tempo dell’addio. Ma in ognuna di queste situazioni non è così difficile, anzi direi ordinario, ascoltare affermazioni o confidenze che rilevano quanto molte volte, si sia omesso di esternare senza timore il proprio amore o semplicemente ricordarlo a chi condivide la nostra vita. Una valanga di “se avessi detto; se avessi potuto dire; se mi fossi ricordato ecc.” eruttano traducendo pensieri che prima erano nel deposito del nostro emisfero affettivo. Cerchiamo sempre l’alchimia della felicità pensando, forse erroneamente, sia qualcosa di introvabile o troppo complessa per la nostra conoscenza, in realtà parrebbe più semplice di quanto supposto. Ogni tanto rientrando a casa, basterebbe ricordare alla persona che amiamo, quanto essa sia per noi ancora importante, salutarla con un abbraccio convinto; farle dei complimenti in privato ma anche quando siamo in mezzo agli altri; sovvertire di tanto in tanto le regole a scapito delle formali ricorrenze e ricordarsi con un pensiero o un’azione, chi vive accanto a noi … e molto altro ancora senza per questo andare sulla luna. Su questo tema immagino situazioni paragonabili al periodo dell’infanzia, molte volte proprio questi comportamenti infantili incidono brutalmente la parola fine ad una storia d’amore destinata invece ad un lungo percorso.

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