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Libia : Lettere dal terreno. Un omaggio agli eroi di Medici senza frontiere

In mezzo a tanta indifferenza, odio, terrore e profumo di morte che s’accosta sempre più alle nostre narici ovunque nel pianeta ci si trovi, vi sono ancora uomini e donne che vivono sul campo l’orrore di tutto ciò : guerre, torture, eccidi o stragi. Come se un’ombra s’allungasse sulla luce, giorno dopo giorno assistiamo sgomenti sempre al peggio. Viviamo in uno stato confusionale tra mille problematiche di sopravvivenza, ovvio parlo per moltitudine i pochi non solo godono ma si arricchiscono e gioiscono . Le trame di movies e videogames che solo pochi anni fa parevano surreali ad oggi paiono set completamente realizzati e in piena azione. Ecco perché ho scelto la testimonianza di uno dei tanti Medici senza Frontiere , affinché possa rendere onore al loro coraggio ed umanitario operato  : Continua a leggere

La dignità suona con una corda sola. Armonie che per i più attenti colpiscono dritte al cuore.

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Stamattina Simone dormiva sotto il mio portone. Se non avessi saputo che sotto quelle coperte sporche e sottili si nascondeva il mio amico, avrei sicuramente guardato dall’altro lato della via e sarei stata sola con i miei pensieri.
Ma Simone era lì. La sua sagoma piccola e minuta si scorgeva solo perché qualche movimento la rendeva viva. Al mio saluto, prima ha borbottato e poi , come se il mattino l’avesse inavvertitamente attraversato, mi ha guardato. Gli occhi felici di vedermi, senza la cupezza che gli riconosco appena incomincia a bere dal cartone, la voce abbastanza chiara da dirmi che tutto andava bene e la neve non l’aveva disturbato più di tanto.
LA BORSA DI PLASTICA CON LE COPERTE. E, accanto a lui, il suo bagaglio di cose regalate e trovate, sorprese nei cassonetti. La borsetta di plastica con dentro le sue coperte e le scarpe grosse, per quando non li senti più i piedi, un pezzo di pane per quando non trovi niente e forse non hai neanche voglia di quello. Tutto da nascondere dietro ai cespugli perché nessuno, ma proprio nessuno li trovi ,così da essere sicuro di avere qualcosa di tuo, in un angolo di mondo solo per le tue mani.
La gente passava, lo guardava e mi guardava con uno sguardo che nega ogni possibilità di esistere e di far rumore. Simone si fa guardare, ma non lo vogliono vedere: sarà che non rientra nelle nostre vite, nelle nostre famiglie apparentemente felici e nella stupidità che fa sì che un uomo lo si debba aiutare solo se non puzza e non ha i geloni sulle man, il freddo che lo attanaglia da anni.

BARBUTO, GOBBO E VITTIMA DEL FREDDO. Le sue nocche oramai sono diventate rosa pallido, il gelo ustiona come ustiona la sua immagine: barbuta, gobba, nauseante. Una volta mi ha raccontato di gente che ha abitato nella sua vita: non lo so, potrebbe essere vero, oppure potrebbe essere solo il desiderio di sapere che qualcuno, un giorno lo ha amato. La sua vita la passa seduto sui marciapiedi, senza chiedere nulla.

La voglia di non chiedere nulla

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Titoli clamorosi. Spesso inutili o inopportuni dal circo mediatico.

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La velocità con la quale veniamo riempiti di notizie, informazioni, dettagli, approfondimenti è tale per cui molto sfugge e altrettanto, a volte, pare eclatante tanto da lasciar a bocca aperta. Ora è di moda il Presidente eletto Donald Trump, 45° Presidente degli Stati Uniti d’America. Uno degli uomini più ricchi d’America e anche del Pianeta. L’uomo che ha spiazzato ogni sondaggio, colui che ha messo all’angolo l’establishment, prima repubblicano e poi attraverso l’esito elettorale, quello democratico, facendo finire per sempre l’era Clinton. Fiumi di inchiostro sulla stampa mondiale, minuti e minuti in speciali e telegiornali, focus sulla sua vita professionale e privata e sulle apocalittiche ipotesi di gestione del potere. Ma in mezzo a tutto ciò, nella foga di voler dire a tutti costi qualcosa e renderlo d’effetto, ecco per due giorni strombazzare che il Presidente eletto si priverà dello stipendio istituzionale, pari a 400 mila dollari. La storia ci informa che fino al 2015 in Sud America, il Presidente Uruguayano Josè Mujica, operaio e guerrigliero ai tempi della feroce dittatura, dal giorno del suo insediamento avvenuto nel 2010, rinunciò allo stipendio presidenziale pari a 8mila e cinquecento euro , facendosi bastare  soli 800 euro. Nell’annunciare la decisione ai media, e predisponendo che il denaro venisse devoluto ad organizzazioni non governative e famiglie bisognose, disse che la somma stabilita gli era sufficiente, pensando ai molti connazionali  quotidianamente nella povertà più miserabile. Ora, mia opinione, mi domando con quale coraggio dare enfasi alla rinuncia di un Presidente, tycoon miliardario, quando il gesto, seppur generoso, non credo abbia creato disagio al suo stato patrimoniale e men che meno alle abitudini quotidiane di vita, Vogliamo prenderci in giro ? Solo perché vicino ad ideologie di una parte politica, la notizia è stata gonfiata a dovere come fosse un salvatore della Patria ! Vergogna. Il gesto non vieterà a Trump di essere un buon Presidente e tanto meno di rendere benefici efficaci al Paese ma l’obiettività professionale dovrebbe trattenere la penna e la voce a certa stampa anche radio-televisiva. La comparazione con Mujica parrebbe doverosa ma renderla pubblica avrebbe fatto arrossire anche il più indifferente spettatore.

L’imponenza dei grattacieli invita a guardare in alto, evitando lo sguardo ai marciapiedi

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New York…  “Step out the front door like a ghost, into the fog where no one notices, the contrast of white on white” … le note di Round Here dei Counting Crows sparate dal mio IPod, accompagnano una mattinata di sole e cielo azzurro. Il contrasto e’ tale che ogni cento metri diviene spontaneo accogliere l’invito a sollevare gli occhi verso la maestosita’ delle costruzioni circostanti…sembrano erigersi al punto più’ alto dell’infinito.  Nel suo caos inarrestabile, frenetico come appare a chi non vi convive, ogni cosa sembra collocata a dovere, quasi una scenografia hollywoodiana. Multietnie conviventi; mix di classi sociali che si intersecano nelle loro quotidianita’ senza sfiorarsi; aree lussuosissime ed aree degradate separate solo dal colore della pelle o dal valore del l’estratto conto dei residenti; Continua a leggere

Solo per profitto ?

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Certo, meno fortunati nati in angoli del mondo e non abbienti avrebbero qualcosa da ridire ma il punto sul quale riflettere è : davvero questa cultura del profitto come unica via di sopravvivenza è quella corretta? Da quasi quindici anni ogni azione dei vari governi punta ad investire solo su progetti ed azioni che debbano avere ritorni economici; le famiglie prediligono, indirizzando quando possono, studi tecnici o economici per i loro figli con la convinzione che tecnologia e finanza rappresentino la sopravvivenza del futuro, garantendo benessere e potere. Ma che genere di società stiamo creando o parzialmente abbiamo già attorno a noi ? Una delle mie filosofe mondiali preferite Martha C. Nussbaum descrive benissimo il mio pensiero in una pagina del suo libro : Continua a leggere

A viso aperto contro il pregiudizio.

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“Kuplumussana”, significa “aiutiamoci a vicenda” ed è il nome di un’associazione di Beira in Mozambico di cui voglio evidenziare ancora una volta l’aspetto di orgoglio dei nostri medici volontari italiani. L’associazione esce nel 2005, e si propone di attuare programmi di prevenzione alla malnutrizione e all’AIDS, il virus ha un’incidenza del 35% nella popolazione. Il territorio era veramente grande e le forze in campo non riuscivano a raggiungere tutti quelli che erano in condizioni di ricever aiuto. Nell’ospedale di Biera, nel Day Hospital pediatrico si è pensato allora di coinvolgere le mamme che portavano lì i loro bambini, perché più avvicinabili e interessate emotivamente. Continua a leggere

Super eroi senza fama

A volunteer cleans his face near the site of a fire, after fireworks stored in a building exploded in Lagos

Rinchiuso nella tua stanza, quando il mondo pareva troppo grande per esser combattuto, ti affidavi all’ennesimo riascolto del tuo fingerpicker preferito Jeff Beck, le note di blow by blow ti facevano sentire invincibile. L’estasi di osservare per ore un soffitto immobile che tu scambiavi per per galassie di altri mondi era l’emblema del tuo illusorio potere. Quando non era la musica a portarti lontano dalle paure, arrivavano in soccorso loro… bastava allungare la mano e sceglierne uno dal mazzo. Dieci, venti o quanti più…i tuoi supereroi preferiti. I fumetti ti facevan sognare, fughe incredibili, battaglie senza respiro, super poteri, galassie infinite… tutto sembrava magicamente vero. Così siamo cresciuti con questa convinzione, nel mondo reale i supereroi devono per forza essere invincibili, coraggiosi, determinati, ma soprattutto conosciuti, famosi al mondo intero. E’ questo che radio, tv, stampa, agenti di cinema, spettacolo, musica, cercano come manna nel deserto, umani con talento per farne degli eroi mediatici di successo ma soprattutto per raggiungere i budget a fine anno. Eroi d’immagine che condizionano la vita dei nostri figli e ne plagiano il modo d’essere, di vestire, di parlare, muoversi o altro. Poi un giorno, più o meno volontariamente, Continua a leggere

Reggio Emilia chiama giovani e famiglie a Campovolo.

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Nell’onda incessante di informazioni negative o drammatiche  trasmesse ogni giorno dalla rete, stampa, radio e tv, cercano di farsi spazio notizie ed iniziative pregevoli .

Oggi ne cito una che merita senza dubbio, non solo l’appoggio di condivisione generale attraverso i social ma anche una partecipazione collettiva nel periodo di manifestazione. Un gruppo di giovani professionisti ed amatori di varie discipline artistiche,  caricati da una forte motivazione sociale e guidati da Diapacomunica (agenzia di comunicazione ed eventi veronese) sta lavorando per la prima edizione del Linkvolo Festival che si terrà a Campovolo di Reggio Emilia dal 28 giugno al 7 luglio. Per la prima volta in un evento nazionale, tante arti differenti solitamente proposte singolarmente saranno riunite con lo scopo di favorirne attraverso una divulgazione mirata l’interesse collettivo, specialmente a nuclei famigliari, incrementandone il patrimonio culturale. La manifestazione è apolitica.  Continua a leggere