L’egoismo di potere logora l’entusiasmo. Il delicato aspetto della gestione risorse.

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Gli spunti da cui traggo il mio pensiero sono due : il recente caso di licenziamento del direttore del personale, della già chiacchierata Gilardoni spa di Mandello, causa maltrattamenti ai dipendenti (l’abbinata con la celebre dott.ssa Cristina era perfetta); e il rapporto dei giovani con i superiori, siano essi colleghi o dirigenti. Il mondo é sempre più governato da finanza e pochi grandi miliardari, la cui propensione è delegare produttività a robot e tecnologia e, la gestione a manager dal sangue freddo e aggressività competitiva. La figura umana, nella pregressa e remota era industriale era centralizzata alla buona conduzione e prosperità dell’impresa. Vi erano imprenditori o artigiani lungimiranti, consapevoli che il rapporto, e talvolta la condivisione dei piani aziendali e produttivi, fossero la condizione ottimale per rendere più sicura l’azienda nell’esercizio delle sue funzioni di profitto.  Continua a leggere

Europa…vecchio scarpone.

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Il 25 marzo del 1957, nel secolo scorso, alcuni uomini politici ebbero il coraggio di guardare lontano facendosi avvolgere da emozioni costruttive, certi avrebbero tracciato la strada per un futuro umano e comunitario migliore. Di anni ne sono trascorsi, e con essi, governi succeduti, imponenti figure di statisti sostituite da comparse mediatiche destinate a sgonfiarsi come l’arroganza e ipocrisia usata ad obiettivi spenti. Ciechi e sordi agli umori dei cittadini, veri titolari dell’esercizio del potere in democrazia, hanno lentamente sostituito ideali nobili e chiari con la costruzione di un fanta-stato governato da tecnocrati e da politici di serie B, nella maggior parte dei casi collocati per sopperire alla decadenza d’elettorato nei singoli Paesi d’appartenenza. Una gigantesca gabbia fatta di commissioni , numeri, e tonnellate di carta passate di mano tra migliaia di pseudo collaboratori e consulenti. Continua a leggere

Quando eravamo piccoli.

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Ricordo tratti dell’infanzia, dove la finestre di casa davano su nastri trasportatori meccanici intenti a spingere balle di fieno ai piani alti del fienile di fronte. Mattinate in cui il muggito delle mucche diveniva assordante quanto il frinire delle cicale nelle notti d’estate, vili assassine di sonni tranquilli. Un’infanzia colorita ma soprattutto plasmata di azioni che davano forma a cose concrete : prodotti, mestieri, valori, sapere, passione. Faccio questa premessa perché nel baccano di Alexander Platz, sono circondato da migliaia di “bauern und landwirte”, contadini e agricoltori. Si celebra la “settimana verde”. Sono circa venticinquemila e  centinaia di trattori ipertecnologici invadono questa piazza immensa rendendola ancor più viva. Cosa vogliono questi Peter, Hans, Wilhelm, e tanti altri ? Dicono basta ad una politica agricola industriale, dicono stop a grandi allevamenti di massa; si oppongono alla firma di accordi commerciali transatlantici che di qui a poco, spingeranno sui mercati tedeschi e non solo, prodotti geneticamente modificati. Continua a leggere