Creatività è sinonimo di libertà.

Quel ponte fra l’Io e l’universo. Creatività è sinonimo di libertà. Una libertà esigente e coraggiosa. E’ creativo chi non si ferma, chi non si arresta alla prigione di un arrivo. E va avanti, cerca, collega, osa, prova...impara. Essere creativi significa tener fede alla propria umanità, anzi ne è la prerogativa. Perché creatività , scrive Daisaku Ikeda, è forzare la pesante porta d’ingresso della vita stessa per far fluire il nuovo dall’interno. Creare etimologicamente significa “fare”. Concretizzare il proprio pensiero, la propria visione, il proprio sogno. In un quadro, in un brano musicale, in una poesia, in un’invenzione. Ma anche nelle azioni apparentemente più semplici della vita quotidiana: trasformare un conflitto, risparmiare dei soldi, trovare la cura giusta, incoraggiare una persona, rendere l’esistenza più bella e felice. Il potere dell’arte esemplifica questa ambizione umana, e solo umana, di perfezionare il mondo per dare alla realtà un contributo nuovo, migliore, esprimendo ciò che è ancora inespresso. Una vita creativa, è sempre volta a trascendere il sé individuale e a superare i limiti di spazio e di tempo nel perseguimento del sé universale. E l’opera d’arte, espressione irrefrenabile di questa spinta creativa, con il suo potere integrante agisce sugli esseri umani perché trasporta l’esperienza  personale in una forma dal significato universale che parla al cuore di tutti. Per questo l’arte fa bene alla vita. 

Tratto da: Buddhismo e Società.

 

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Amore Vs Voler bene . Bello riconoscersi sfidando le certezze.

 

Avvertivo  un piacevole  benessere trovandomi in penombra, rassicurava le mie incertezze. Evitavo l’intensità della luce come quella dei raggi del sole. Peccato, si trattasse solo di una vile autodifesa. Ci vuole coraggio, molto, per mettere in discussione delle certezze. Così nella vita, sul lavoro, con gli amici come pure nella sfera sentimentale. Gli incontri  “colpo di fulmine” , (io ci credo, non potrei altrimenti) sono stati, per legge di causa-effetto l’inizio di susseguenti relazioni. Non conosco vie di mezzo, amo mettermi in gioco, molto meno razionalizzare il momento e le ragioni opportune. Sì, come scrisse Susanna Tamaro, io vado dove mi porta il cuore. Come tanti/e ho avuto storie fortunate e meno, ma quasi mai superficiali. Nonostante credessi in quel che facevo, a volte, nutrivo le relazioni con l’autoconvincimento, soprattutto in momenti di burrasca, che ciò che provassi fosse amore, indipendentemente che quello in ricezione lo fosse o meno. Continua a leggere

Avanti tutta ! Automazione e robotica. L’impoverimento della ragione e dell’Umanesimo.

A Torino, il Commissario italiano per il Digitale, Diego Piacentini ha riunito trentotto ricercatori ed esperti in tecnologia. Si apprestano a discutere e indirizzare  ( i risultati sono però scontati)  i ministri dei vari Governi mondiali, nell’attuazione di politiche pronte ad una sempre più crescente avanzata dell’automazione e intelligenza artificiale nell’esistenza planetaria. Gli stessi Governi da anni, attuano politiche  di incentivazione, investendo risorse finanziarie alle facoltà universitarie aventi tematiche economico- finanziarie e tecnico scientifiche. Azioni che col passare del tempo hanno costantemente penalizzato materie formativo umanistiche, se  tralasciamo eccezioni come la comunicazione, sempre più strumento di social make-up relazionale e idolo del Dio marketing. Mentre gente comune, sopravvive:  giovani che possono solo sognare un futuro; famiglie che ripongono coercitivamente il desiderio legittimo di avere figli, pur facendo sacrifici, ed altre in coda mattiniera alle porte delle varie “Caritas umanitarie” per ricevere un pacco di sostegno; cinquantenni accompagnati prematuramente con subdole azioni economiche all’uscita dell’attività lavorativa; anziani (ottantenni e novantenni) ripiegati su se stessi e abbandonati alla solitudine per pensioni sociali da fame; vi sono i disegnatori del “Nuovo Mondo” intenti a pianificare un pianeta gestito da robot, dove l’intelligenza artificiale di esseri privi di empatia ed emozione dovrebbero divenire i nostri nuovi amici, colleghi, compagni di università e scuole . Continua a leggere

Solo per profitto ?

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Certo, meno fortunati nati in angoli del mondo e non abbienti avrebbero qualcosa da ridire ma il punto sul quale riflettere è : davvero questa cultura del profitto come unica via di sopravvivenza è quella corretta? Da quasi quindici anni ogni azione dei vari governi punta ad investire solo su progetti ed azioni che debbano avere ritorni economici; le famiglie prediligono, indirizzando quando possono, studi tecnici o economici per i loro figli con la convinzione che tecnologia e finanza rappresentino la sopravvivenza del futuro, garantendo benessere e potere. Ma che genere di società stiamo creando o parzialmente abbiamo già attorno a noi ? Una delle mie filosofe mondiali preferite Martha C. Nussbaum descrive benissimo il mio pensiero in una pagina del suo libro : Continua a leggere

La libertà divide e separa

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La libertà nacque come privilegio

e tale è rimasta da allora.

La libertà divide e separa.

Separa i migliori dal resto.

Deriva il suo fascino dalla differenza :

la sua presenza o la sua assenza riflettono,

segnano e stabiliscono il contrasto

fra ciò che è alto e ciò che è basso,

fra ciò che è bene e ciò che è male,

fra ciò che è desiderabile

e ciò che è ripugnante

Zygmunt Bauman

L’arte di ascoltare

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“Dal momento dunque che l’ascolto comporta per i giovani un grande profitto , ma non un minore pericolo, credo sia bene riflettere continuamente, con se stessi e con altri su questo tema. I più invece, a quanto ci è dato vedere, sbagliano, perché si esercitano nell’arte del dire prima di essersi impratichiti in quella di ascoltare, e pensano che per pronunciare un discorso ci sia bisogno di studio e di esercizio, ma che dall’ascolto, invece, possa trarre profitto anche chi vi si accosta in modo improvvisato. Se è vero che chi gioca a palla impara contemporaneamente a lanciarla e a riceverla, nell’uso della parola, invece, il saperla accogliere bene precede il pronunciarla, allo stesso modo in cui concepimento e gravidanza vengono prima del parto. I parti e i travagli “di vento” delle galline si dice diano origine a gusci imperfetti e privi di vita: così realmente “di vento” è il discorso che esce da giovani incapaci di ascoltare e disabituati a trarre profitto attraverso l’udito, e ” oscuro ed ignoto, si disperde sotto le nubi “.

Plutarco  ( L’arte di ascoltare )