Disteso sotto un cielo d’azzurro.

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E’ così vicino che quasi pare di toccarlo, limpido, azzurro, intenso, infinito. Ho voluto salire fin quassù per incontrare la mia anima. Solo, senza rumore alcuno, distante da tutto ciò che avrebbe contaminato quei pensieri che sorgono quando l’esigenza di lasciarsi andare diviene prepotenza. Dopo tanto cammino, finalmente eccomi arrivato. Osservo i picchi delle montagne circostanti, la bellezza di una natura ancora intatta. Mi sdraio e resto a fissare il cielo o forse, è lui che scruta me dalla sua onnipotenza. Son qui, disteso sotto un cielo d’azzurro. Chiudo gli occhi ed inizio a pensare a te. Sorrido, e contrariamente agli stolti che nel corso della vita pensano di poter giudicare, decidere, moralizzare, guidare, sensibilizzare, condannare, io penso proprio a te… a te che non sei mai nato. Mi chiedo, che padre sarei mai stato, autoritario, sensibile, affettuoso, conflittuale, competitivo, geloso ? Quello che so e che avrei voluto esserlo. Anche qui, a pochi passi dal cielo come in mezzo ad una folla, non avrei timore di esibire questo mai sopito desiderio di paternità. Continua a leggere

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Nuove generazioni, vecchi tabù…in Italia.

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Ricordo, quando avevo vent’anni, davo la colpa ai cinquant’enni. Oggi che i cinquant’enni di allora sono ottuagenari, i miei coetanei e vicini d’età sembra vogliano perpetuare quell’insaziabile senso di morbosità verso argomenti considerati fastidiosi, inopportuni, quasi al limite dell’immorale. Mi riferisco al tema dell’educazione sessuale e la sua divulgazione sia nei luoghi preposti per diritto, come la famiglia, sia in quelli di formazione come la scuola. E’ di pochi mesi la pubblicazione in Germania, di un manuale per l’educazione sessuale agli adolescenti. “Make Love” questo il titolo del libro scritto a due mani da un’importante sessuologa e una giornalista freelance. Non solo in due mesi ha raggiunto le duecentomila copie vendute ma è stato inserito dal ministero della pubblica istruzione come libro di testo. Il libro racconta il sesso senza vergogna, con un linguaggio sobrio, attraverso un apparato di note di carattere scientifico ed antropologico, partendo dal presupposto che viviamo in un’epoca di invasione pornografica, in rete, alla televisione, nelle riviste, ma di sessualità ne sappiamo davvero poco. A corredo dei testi, fotografie di intimità eterosessuale e omosessuale. Il messaggio di fondo è che nominare in modo appropriato il sesso e tutto quel che gli ruota attorno serve ad aumentare la consapevolezza di sé e degli altri e la capacità di gestire desideri, impulsi, situazioni. Non a caso, più volte viene ripetuta l’indicazione che si deve dire di sì solo quando se ne ha voglia e che non ci si deve mai sentire forzati: il no è sempre legittimo e deve essere rispettato, anche se arriva all’improvviso. Sfogliandolo vi si trovano informazioni utili sui diversi orientamenti sessuali, omosessualità, bisessualità, eterosessualità, con un paragrafo dedicato anche a pratiche come il travestitismo e alla questione della transessualità. Ha poi un focus sulle malattie a trasmissione sessuale come Aids/Hiv, Continua a leggere

“Dissoluta negligentia prope dolum est”

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Le pareti dell’inviolabile rifugio di ogni adolescente, ovvero la loro camera, racchiudono a volte segreti impensabili e segnali invisibili di un universo troppo sconnesso dalla realtà, per genitori troppo indaffarati. Stanze pregne di immagini ad alta radiazione di vacuità, nella maggior parte irradiate da star mediatiche e quasi mai da esempi di sani valori; camere dove i dolciastri odori dei primi umori di piacere proibito si mescolano a biancheria troppo indossata, sono il perimetro di un’altro luogo fisico. Differente da quello che vediamo alla luce del sole. Se i muri, le coperte, i cuscini strapazzati custodi di tenere lacrime d’affetto, o i porta oggetti multicolori potessero parlare, canterebbero all’unisono le strofe di canzoni suggellate dai vari protagonisti di reality televisivi. Libri aperti, manco sfiorati se non per timore di interrogazioni o scadenze di valutazione sostano perpetuamente come automezzi dimenticati.  Una sola luce segnala presenza di vita. Resta perennemente accesa ad illuminare un mondo perfettamente estraneo a chi non entra in quella stanza, a chi non vìola quell’inacessibilità protetta da criptiche password. Loro, i nuovi adolescenti non vivono in quell’appartamento, nelle classi, nei tristissimi corner di centri commerciali, no, loro abitano dentro pc, notebook, tablet, smartphone e tutto ciò che mette in connessione con una socialità apparente, dove già  si può essere qualcosa che a quell’età non si riesce ad essere. Nell’altra parte dell’emisfero domestico appaiono e scompaiono padri e madri di coloro che coabitano in quel nucleo sociale. Esausti di un tempo prezioso ma troppo avaro. Appesantiti da mille impegni per sbarcare il lunario o non rinunciare a qualcosa che ritengono troppo prezioso per privarsene: l’individualità e il suo appagamento. Continua a leggere