La differenza di età certifica un amore ? Pregiudizi obsoleti.

Stefano Accorsi rilascia un’intervista a tutto tondo al Corriere, il rilievo, fra le tante affermazioni fatte, è dato ancora una volta, alla differenza di età tra l’attore e la sua compagna. E cosi, funziona per altre coppie famose, dall’Eliseo alla Casa Bianca ma anche, nelle immacolate ville della verde Brianza e negli anonimi condomini delle periferie italiane. Chiacchiere da ombrellone in estate e da bar di provincia durante l’anno. Frivoli pettegolezzi diurni tra fancazzisti/e quotidiani, magari “rosiconi” come dicono i romani , che qualcosa di inaspettato, bello ed intenso stia capitando a loro amici, vicini, colleghi. Tutto il mondo è paese, nessun confine ne limita l’effetto. Cosa fa paura a terzi di una privata relazione tra due persone adulte, consapevoli e innamorate? Scrivo legittimamente paura perché nell’esposizione delle loro tesi, quasi sempre giungono a dire ” ma però … quando ” o ancora ” se dovesse accadere …” riferito alle più banali ricadute su azioni della vita di relazione. Continua a leggere

Il papa degli ultimi . Libere opinioni.

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Gesù Cristo ha detto cose grandi in modo così semplice che sembra non le abbia pensate, ma in modo così preciso che è chiaro che le ha pensate. Questa chiarezza e questa semplicità insieme sono ammirevoli.

È il pensiero di Blaise Pascal e trovo rifletta il pensiero dogmatico di Papa Francesco. Le righe che sto per scrivere ho la certezza , faranno storcere il naso a molti ma altrettanti ne condivideranno l‘opinione. Sono credente, cristiano e cattolico, praticante mutevole secondo età e purtroppo necessità. Ho avuto, come tanti, essendo nato nel secolo scorso e nel boom degli anni sessanta democristiani, una assidua frequentazione degli ambienti ecclesiastici per poi, col passare del tempo averne meno ma qualitativamente migliore. Come appassionato di comunicazione e storia vaticana, dal giorno del suo insediamento sul trono di Pietro, seguo l‘attività di questo Papa, come pure le azioni dell‘esercito catto–integralista sempre più agguerrito che ne critica le gesta. Continua a leggere

Quei ricordi riposti nel cuore

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Vivo il presente poiché credo sia benefico trarre emozioni profonde da ciò che accade ora, indipendentemente dai trascorsi o da ciò che verrà. Amo giocare in prima linea affrontando la partita meno, restare sugli spalti a tifare. Nonostante ciò vi sono momenti, dettagli legati ad un microcosmo del passato che ogni tanto riemergono con vigore, dei flash che avvolgono fino ad immobilizzarti impedendone ogni variazione di pensiero. Essi appartengono ad un passato remoto fatto di emozioni, scoperte e approcci alla vita guidati solo dall’ingenuità di un’età ancora imberbe. Così, capita che un profumo avvertito nell’aria ti prenda per mano portandoti lontano nei ricordi del tempo e, chiudendo gli occhi tu sia di nuovo là, in quella piazza, casa, stanza, cortile, soffitta dove ogni cosa trasudava sensazioni che andavano ad incunearsi nel tempo. Oggi, è una bella giornata di sole estivo, cielo azzurro e finestre aperte. Ad un tratto un intenso profumo di polenta invade la serena e metodica abitudine alimentare di evitare appesantimenti fuori luogo. E’ però così forte da non portarmi ad una semplice voglia di assaggiarne ma ricondurmi all’infanzia e adolescenza, spazzando via d’un colpo l’olezzo e il nauseante puzzo delle metropoli in cui per anni ho vissuto. Così, abbasso lentamente le palpebre lasciandomi trasportare e torno indietro nel tempo, risvegliandomi in Via Don Carlo Rosa al 47 a Calolzlocorte, nella stanza da ragazzo la domenica mattina, con il cantilenante ritornello di una madre, necessario richiamo ad una levata già tarda degna solo di pelandroni e figli viziati. Continua a leggere

Nessuno, per giorni, settimane, dice il mio nome.

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Ho sempre cercato di non pesare su nessuno. Figuriamoci sui miei nipoti che hanno già i loro figli e a cui ho dato l’appartamentino dove abitavo prima di arrivare qui. Ho scelto di lasciarlo. Che avreste fatto voi?

Ho 82 anni. Non sono tanto vecchia, ma a casa, da sola, non potevo più stare. Qualche volta mi dimenticavo di prendere le medicine, certe mattine non ce la facevo proprio a uscire e a fare la spesa e allora ho preso la decisione: un istituto specializzato per gli anziani, dove poter stare con altre persone della mia età, simpatiche. Tutto spesato, tutto garantito, senza bisogno di rifare il letto, di cucinare e senza fastidi per nessuno.

Andare via da casa mia non è stato facile. Una cosa è dirlo, altro è farlo. Ma alla fine ci sono riuscita. Per un po’ non ci ho dormito: i mobili, la mia biancheria, i piatti, le fotografie al muro, gli odori, i rumori, le pentole. Quando ce li hai sembra normale, non ci fai caso. Ma se non ci sono più le tue cose, poi te ne accorgi, eccome. Continua a leggere

L’odio che non conosce età.

300 bambini soldato liberati in Sud Sudan

Ad ogni giorno nuovo, ringrazio. Lo ritengo un dovere, da sempre. Fortuna è soprattutto quando e dove si nasce. Basta esser onesti con sé stessi per comprendere osservando il mondo, quanto pur nelle nostre problematiche, fortunati lo siamo. Non ho vissuto gli orrori di una guerra, non porto le cicatrici per i dolori di una dittatura o guerra civile, sono in parte libero di volgere le mie aspirazioni di vita ad obiettivi non preclusi da uno stato sociale, poiché vivo in democrazia e non in tempi ove avrei potuto esser collocato in una classe inferiore. Non subisco discriminazioni per il colore della pelle, credo nel Dio che ritengo “l’inizio e la fine di tutto” e anche non vi creda più, potrei sempre sceglierne un altro senza finire in cella o impiccato. Ho un lavoro, un tetto per dormire e sempre qualcosa per saziarmi. Oggi, le parole di “Francesco” sull’orrore dei bambini soldato mi han riportato per un momento al mio “grazie” giornaliero. Sentir parlare di violenza, di odio è una cosa, toccarlo con mano un’altra e ciò rafforza la consapevolezza di sentirsi fortunati quando questi elementi non non appartengono alla tua vita. La prima volta che lessi e compresi il significato della parola “odio” fu durante la preparazione della tesi, Continua a leggere

Disteso sotto un cielo d’azzurro.

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E’ così vicino che quasi pare di toccarlo, limpido, azzurro, intenso, infinito. Ho voluto salire fin quassù per incontrare la mia anima. Solo, senza rumore alcuno, distante da tutto ciò che avrebbe contaminato quei pensieri che sorgono quando l’esigenza di lasciarsi andare diviene prepotenza. Dopo tanto cammino, finalmente eccomi arrivato. Osservo i picchi delle montagne circostanti, la bellezza di una natura ancora intatta. Mi sdraio e resto a fissare il cielo o forse, è lui che scruta me dalla sua onnipotenza. Son qui, disteso sotto un cielo d’azzurro. Chiudo gli occhi ed inizio a pensare a te. Sorrido, e contrariamente agli stolti che nel corso della vita pensano di poter giudicare, decidere, moralizzare, guidare, sensibilizzare, condannare, io penso proprio a te… a te che non sei mai nato. Mi chiedo, che padre sarei mai stato, autoritario, sensibile, affettuoso, conflittuale, competitivo, geloso ? Quello che so e che avrei voluto esserlo. Anche qui, a pochi passi dal cielo come in mezzo ad una folla, non avrei timore di esibire questo mai sopito desiderio di paternità. Continua a leggere

Nuove generazioni, vecchi tabù…in Italia.

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Ricordo, quando avevo vent’anni, davo la colpa ai cinquant’enni. Oggi che i cinquant’enni di allora sono ottuagenari, i miei coetanei e vicini d’età sembra vogliano perpetuare quell’insaziabile senso di morbosità verso argomenti considerati fastidiosi, inopportuni, quasi al limite dell’immorale. Mi riferisco al tema dell’educazione sessuale e la sua divulgazione sia nei luoghi preposti per diritto, come la famiglia, sia in quelli di formazione come la scuola. E’ di pochi mesi la pubblicazione in Germania, di un manuale per l’educazione sessuale agli adolescenti. “Make Love” questo il titolo del libro scritto a due mani da un’importante sessuologa e una giornalista freelance. Non solo in due mesi ha raggiunto le duecentomila copie vendute ma è stato inserito dal ministero della pubblica istruzione come libro di testo. Il libro racconta il sesso senza vergogna, con un linguaggio sobrio, attraverso un apparato di note di carattere scientifico ed antropologico, partendo dal presupposto che viviamo in un’epoca di invasione pornografica, in rete, alla televisione, nelle riviste, ma di sessualità ne sappiamo davvero poco. A corredo dei testi, fotografie di intimità eterosessuale e omosessuale. Il messaggio di fondo è che nominare in modo appropriato il sesso e tutto quel che gli ruota attorno serve ad aumentare la consapevolezza di sé e degli altri e la capacità di gestire desideri, impulsi, situazioni. Non a caso, più volte viene ripetuta l’indicazione che si deve dire di sì solo quando se ne ha voglia e che non ci si deve mai sentire forzati: il no è sempre legittimo e deve essere rispettato, anche se arriva all’improvviso. Sfogliandolo vi si trovano informazioni utili sui diversi orientamenti sessuali, omosessualità, bisessualità, eterosessualità, con un paragrafo dedicato anche a pratiche come il travestitismo e alla questione della transessualità. Ha poi un focus sulle malattie a trasmissione sessuale come Aids/Hiv, Continua a leggere

“Dissoluta negligentia prope dolum est”

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Le pareti dell’inviolabile rifugio di ogni adolescente, ovvero la loro camera, racchiudono a volte segreti impensabili e segnali invisibili di un universo troppo sconnesso dalla realtà, per genitori troppo indaffarati. Stanze pregne di immagini ad alta radiazione di vacuità, nella maggior parte irradiate da star mediatiche e quasi mai da esempi di sani valori; camere dove i dolciastri odori dei primi umori di piacere proibito si mescolano a biancheria troppo indossata, sono il perimetro di un’altro luogo fisico. Differente da quello che vediamo alla luce del sole. Se i muri, le coperte, i cuscini strapazzati custodi di tenere lacrime d’affetto, o i porta oggetti multicolori potessero parlare, canterebbero all’unisono le strofe di canzoni suggellate dai vari protagonisti di reality televisivi. Libri aperti, manco sfiorati se non per timore di interrogazioni o scadenze di valutazione sostano perpetuamente come automezzi dimenticati.  Una sola luce segnala presenza di vita. Resta perennemente accesa ad illuminare un mondo perfettamente estraneo a chi non entra in quella stanza, a chi non vìola quell’inacessibilità protetta da criptiche password. Loro, i nuovi adolescenti non vivono in quell’appartamento, nelle classi, nei tristissimi corner di centri commerciali, no, loro abitano dentro pc, notebook, tablet, smartphone e tutto ciò che mette in connessione con una socialità apparente, dove già  si può essere qualcosa che a quell’età non si riesce ad essere. Nell’altra parte dell’emisfero domestico appaiono e scompaiono padri e madri di coloro che coabitano in quel nucleo sociale. Esausti di un tempo prezioso ma troppo avaro. Appesantiti da mille impegni per sbarcare il lunario o non rinunciare a qualcosa che ritengono troppo prezioso per privarsene: l’individualità e il suo appagamento. Continua a leggere

Riusciremo a pulire anche il colore del cielo !

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“Il nostro ottimismo vi contagerà! Il modello orientale e il desiderio di futuro.

India. “Non ‘cè un momento migliore di questo per mettere al mondo un bambini. Viviamo in un’epoca felice e la sua lo sarà ancora di più”. Ci vuole un bel coraggio a parlare così quando il figlio che ti sta per nascere dovrà farsi largo sgomitando in un Paese di un miliardo e cento milioni di persone. Di fiducia le mamme indiane ne hanno da vendere, e in India fanno più bambini che in ogni altra nazione al mondo. La notte di Natale i reparti di maternità qui hanno lavorato a pieno ritmo. In nessun’altra zona del pianeta gli uffici dell’anagrafe sono stati così indaffarati a registrare un esercito di neonati. Devika Chugh, 27 anni, era una delle mamme di New Delhi che stavano facendo il conto alla rovescia. Mi ha accolto radiosa in casa sua poche ore prima di entrare in ospedale, eccitata all’idea di raccontare la sua esperienza. Col pancione si è messa in viaggio all’inizio del nono mese da Hyderabad, dove lavora nel marketing di un’azienda di software, perchè è qui a New Delhi, nella città dei nonni, che voleva far nascere il suo bambino. O la bambina, chissà. ” Non ho preferenze maschio-femmina e mio marito neppure, davvero però mi sarebbe piaciuto saperlo prima. Ma la legge vieta al ginecologo di dirci il sesso per evitare gli aborti selettivi…

“Serena e rilassata, avvolta nel suo sari dorato con cento colori, Devika si diverte quando chiedo se non ha mai pensato che la vita potrà essere dura per un piccolo che nasce con tanti concorrenti a cui contendere lo spazio vitale. “Ah, certo questo è un Paese competitivo e il futuro se lo dovrà conquistare come abbiamo fatto noi: studiando, perchè é l’istruzione che ci ha salvati. Continua a leggere

Se anche gli alpini dovessero discriminare…

Trovo con rammarico, nel consueto giro di corrispondenza, note che mi amareggiano e in parte scalfiscono quella certezza di aver sempre fatto parte di un corpo, quale gli alpini, dedito alla sostanza delle cose, a fatti concreti  che i suoi appartenenti realizzano grazie alle proprie capacità e al grande spirito sociale volto a privilegiare la collettività e non il singolo individuo. Corpo a cui sento di appartenere con fierezza nonostante la mia diversità. Nessuno, si è mai curato a ragion di statuto di farmi domande sulla vita privata e men che meno di distogliermi da una delle tante azioni di soccorso solo perchè diverso. Le mie braccia son servite come quelle di tanti altri e come recita una doverosa pubblicità progresso, nel momento del bisogno, al malato non interessa sapere quali siano le tue preferenze sessuali.

Detto questo entro nel merito e pubblico con piacere, favorendone una riflessione e discussione, una corrispondenza tra Luca, un amico, scrittore e collega radiofonico e il Direttore dello storico ” Giornale dell’Alpino” Bruno Fasani. A seguire l’articolo dal quale prende spunto la discussione e nel successivo la corrispondenza intercorsa tra Luca e il Direttore, dalla quale ne scaturisce poi la mia amarezza e perplessità.

Grazie per l’attenzione, come sempre !

Bruno

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