L’Europa si ridesta e scopre una Turchia di regime. Dov’è stata finora ?

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Quando nel 2012, in una stanza d’albergo segreta a 10 km dal Cairo, intervistai Wael Ghonim, rigorosamente  accompagnato dai servizi egiziani, lui, ispiratore, della primavera araba, torturato e tenuto prigioniero trentatré giorni dalla polizia segreta, non avrebbe immaginato che la stessa, come molte altre sorte in quel periodo, non solo sarebbero state dissolte o soffocate, ma che la violenza, i sacrifici e il dolore di centinaia di morti innocenti non sarebbero stati d’esempio per altri cittadini più desiderosi di subire una dittatura che respirare aria di libertà. L’Unione Europea, o meglio dire, i suoi burocrati più che i comuni cittadini, Continua a leggere

Non lanciate razzi sui bambini addormentati

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Barack Obama : discorso all’Università del Cairo, 4 giugno 2009. Il Time Magazine lo ha definito “la più importante allocuzione mai pronunciata sul Medio Oriente da un leader americano. 

In giorni difficili di riflessioni complesse su avvenimenti che sconvolgono culture e interi Paesi, ho trovato confortante rileggere questo documento nel quale vi sono messaggi di speranza. Ne condivido alcuni stralci tra i più importanti. Oggi, mi chiedo se siano attualizzabili  o se quelle parole, vengano spazzate via dalla rabbia e desiderio di vendetta fino a delinearne sfumature di un auspicabile e futuro conflitto armato.

Ci incontriamo qui in un periodo di forte tensione tra gli Stati Uniti e i mussulmani in tutto il mondo, tensione che ha le sue radici nelle forze storiche che prescindono da qualsiasi annuale dibattito politico […]Violenti estremisti hanno saputo sfruttare queste tensioni per mobilitare una minoranza, esigua ma forte, di mussulmani. Gli attentati dell’11 settembre 2001 e gli sforzi continui di questi estremisti volti a perpetrare atti di violenza contro civili inermi hanno indotto alcune persone nel mio paese a considerare l’Islam come inevitabilmente ostile, non soltanto nei confronti dell’America e dei paesi occidentali in genere, ma anche dei diritti umani. […] Continua a leggere

Idee e valori che portano a rischiare la vita.

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E’ ancora vivido il ricordo di quella striscia di terra in cui l’elemento più sfacciato è l’odio. Mi trovavo in Israele, a Gerusalemme, e come un pendolare facevo spola tra Israeliani e Palestinesi nella striscia di Gaza. Ero lì per appropriami di interiorità ed elementi storici necessari alla stesura della mia tesi “Caratterizzazione e radici del conflitto Arabo-Israeliano”, non solo, in quei momenti conservavo gelosamente nel bagaglio valori come l’approfondimento di amicizie, la curiosità di immersioni in nuove culture con le quali confrontarmi attingendo spunti per modellare l’uomo che sarei divenuto; la ricerca delle origini dell’odio, sentimento a me sconosciuto ed anche, come  credente, le ragioni profonde generatici di conflitti portatori di tragedie e morte senza limiti di età. Ecco perché non posso esser scosso da crimini assurdi come quelli di Giulio Regeni o di Valeria Solesin. Continua a leggere

Giovani con la passione del proprio Paese.

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” Il potere della gente è più forte della gente al potere. “

… il nostro problema più grave è che, ironia della sorte, in Egitto ciascuno vede soltanto i propri problemi. Non capiamo che anche se le difficoltà che sperimentiamo sono diverse, la causa è una sola . Non proviamo più compassione per i poveri … In quanti di noi si sono fermati a pensare a come una persona possa vivere con uno stipendio di 300 lire ? Sottovalutiamo questi dati e li ignoriamo pensando che non ci riguardino. Ma questi individui come faranno ? Ruberanno, accetteranno tangenti e apriranno una porta alla corruzione. Queste persone potrebbero influire direttamente sulla vostra vita perchè sono i dirigenti delle agenzie governative, gli insegnanti dei vostri figli, chi prepara il pane che mangiate eccetera. E se decidono di essere onesti cittadini che non accettano tangenti finiscono con il vivere come animali, perdendo ogni senso di appartenenza o di patriottismo e trasmettono questo sentimento ai propri figli… Ed ecco da dove nasce quella frase che sentiamo spesso pronunciare dai più poveri : ” Questo non è il mio Paese, è il loro”, dove il “loro” si riferisce al regime e ai ricchi uomini d’affari di cui si circonda. Le religioni invitano gli esseri umani a preoccuparsi per il loro prossimo, i problemi di una società rappresentano un pericolo molto maggiore rispetto a quelli di un singolo individuo… E’ come se fossimo tutti su una barca: Continua a leggere