Idee e valori che portano a rischiare la vita.

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E’ ancora vivido il ricordo di quella striscia di terra in cui l’elemento più sfacciato è l’odio. Mi trovavo in Israele, a Gerusalemme, e come un pendolare facevo spola tra Israeliani e Palestinesi nella striscia di Gaza. Ero lì per appropriami di interiorità ed elementi storici necessari alla stesura della mia tesi “Caratterizzazione e radici del conflitto Arabo-Israeliano”, non solo, in quei momenti conservavo gelosamente nel bagaglio valori come l’approfondimento di amicizie, la curiosità di immersioni in nuove culture con le quali confrontarmi attingendo spunti per modellare l’uomo che sarei divenuto; la ricerca delle origini dell’odio, sentimento a me sconosciuto ed anche, come  credente, le ragioni profonde generatici di conflitti portatori di tragedie e morte senza limiti di età. Ecco perché non posso esser scosso da crimini assurdi come quelli di Giulio Regeni o di Valeria Solesin. Continua a leggere

Quanto più ci innalziamo, tanto più piccoli sembriamo a quelli che non sanno volare…

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Osservo le onde approdare alla sabbia, trascinando micro organismi che ne modificano la quiete, la barriera corallina li preserva dalle oscure profondità quanto la mia serenità protegge da schegge impazzite, involucri e persone senza senso. Altri trecentosessantacinque giorni, ore, minuti, secondi … di speranza, follia, oblio, riso, pianto e raggi di sole dopo la tempesta. Può il creato esplodere quando ritieni la sua perfezione sigillo di un’opera finita? Sì. Non solo è possibile ma è accaduto, accade. Continua a leggere

Nessuno, per giorni, settimane, dice il mio nome.

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Ho sempre cercato di non pesare su nessuno. Figuriamoci sui miei nipoti che hanno già i loro figli e a cui ho dato l’appartamentino dove abitavo prima di arrivare qui. Ho scelto di lasciarlo. Che avreste fatto voi?

Ho 82 anni. Non sono tanto vecchia, ma a casa, da sola, non potevo più stare. Qualche volta mi dimenticavo di prendere le medicine, certe mattine non ce la facevo proprio a uscire e a fare la spesa e allora ho preso la decisione: un istituto specializzato per gli anziani, dove poter stare con altre persone della mia età, simpatiche. Tutto spesato, tutto garantito, senza bisogno di rifare il letto, di cucinare e senza fastidi per nessuno.

Andare via da casa mia non è stato facile. Una cosa è dirlo, altro è farlo. Ma alla fine ci sono riuscita. Per un po’ non ci ho dormito: i mobili, la mia biancheria, i piatti, le fotografie al muro, gli odori, i rumori, le pentole. Quando ce li hai sembra normale, non ci fai caso. Ma se non ci sono più le tue cose, poi te ne accorgi, eccome. Continua a leggere

Caro amico ti scrivo: destinazione paradiso.

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Come tante volte in questi 15 anni ho preso un volo, destinazione Varsavia. Ma questa volta non e’il solito viaggio di lavoro e neppure di piacere. Non ci sarai tu ad attendermi, a darmi quelle strette di mano poderose e quell’abbraccio ricco d’affetto e amicizia di benvenuto. Mentre dal finestrino osservo i fotogrammi di Alpi, fiumi e foreste, ogni tanto, ad interrompere l’azzurro limpido del cielo vi è qualche nube bianca ed e’osservando quelle nubi che penso a come deve esser vedere le cose da lassù’, più in alto, dove pensiamo che siano le persone a noi più care. Vado indietro nel tempo e penso agli anni ottanta, io, giovane e ambizioso calato dalla vita in un ruolo troppo grande per quell’eta’: segretario parlamentare. Sereno, spensierato, e con un futuro certo. Tu come tanti altri tuoi connazionali, eri fuggito dalla disperazione, dal coprifuoco, dalla rivoluzione che portò il tuo Paese ad essere poi libero. Continua a leggere