Quanto più ci innalziamo, tanto più piccoli sembriamo a quelli che non sanno volare…

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Osservo le onde approdare alla sabbia, trascinando micro organismi che ne modificano la quiete, la barriera corallina li preserva dalle oscure profondità quanto la mia serenità protegge da schegge impazzite, involucri e persone senza senso. Altri trecentosessantacinque giorni, ore, minuti, secondi … di speranza, follia, oblio, riso, pianto e raggi di sole dopo la tempesta. Può il creato esplodere quando ritieni la sua perfezione sigillo di un’opera finita? Sì. Non solo è possibile ma è accaduto, accade.Rincorri una vita, aneli sentimenti eterni e raccogli istanti di lussuria. Sfogli pagine di vita che scivolano come secondi, nello stesso istante in cui credi di avervi posto un segnalibro. Trovi il coraggio di rileggere il passato, condizionandoti il presente… come stringere l’aria, sforzo inutile, innaturale. Assaggi sperimentando, abissi e vette dell’esistenza piroettando tra battiti di cuori impazziti e fiati che tardano a farti respirare, quanto forte il dolore squarcia il torace. Sospetti, risa soffocate, offese, insulti, arroganza, ignoranza, consapevolezza, gioia, voglia di godere la vita per quel che sei. Una piramide dalla quale parti ultimo, disarmato e convinto di non toccarne la punta, cieco, sordo alla musica della vita, la stessa che irriverente pervade chi ti circonda. Poi un piede, una mano, e mani che si protendono facendo emergere valori inaspettati, sospingono più su , giorno dopo giorno finchè ti accorgi di essere arrivato, circondato da tanti, gli stessi intangibili ai quali volevi assomigliare mentre scivolavi reprimendo l’istinto di risalire. Nella mischia di volti identici, apparentemente felici ma interiormente annoiati e inappagati, scorgi un sorriso, fissi uno sguardo. Non pensi. Ma poi credi. Pensi al flebile bagliore di un fiammifero ed invece è il fuoco di un camino, quello che arde per riscaldare la vita. Ci sei, ecco…sorvoli l’arcobaleno anzi, è il tuo pennello a dipingerlo nel cielo, e per riequilibrare la sorte, irrompe un vecchio film in bianco e nero, quello che non avresti mai voluto vedere. Perché ora? Anche il cielo sull’oceano cambia colori, d’improvviso s’incupisce preannunciando una tempesta. Chiudo il libro, fermo la musica. Ascolto in silenzio. Decido di riempirla quella pagina bianca cancellata dal tempo, accettando la trama ma scegliendo il finale. Paese ipocrita, coercizione all’ipocrisia anche per chi, come me griderebbe al mondo di ESISTERE.

Chi detta regole non osserva regole. 

Libertà e dignità accompagnano la mia esistenza e fioriranno risvegliando l’uomo in un torrido mese di agosto. Lontano … appagando il negato e legando l’impossibile. Chiudo gli occhi ascoltando il lontano fruscio delle onde, ancora una volta scrivo la mia storia, quella fortemente voluta…dietro di me il creato esplode fottendosi l’ipocrisia, malvagità, invidia e l’inarrestabile voglia di fermare chi ama la vita così come gli è stata donata.

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