Giovani con la passione del proprio Paese.

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” Il potere della gente è più forte della gente al potere. “

… il nostro problema più grave è che, ironia della sorte, in Egitto ciascuno vede soltanto i propri problemi. Non capiamo che anche se le difficoltà che sperimentiamo sono diverse, la causa è una sola . Non proviamo più compassione per i poveri … In quanti di noi si sono fermati a pensare a come una persona possa vivere con uno stipendio di 300 lire ? Sottovalutiamo questi dati e li ignoriamo pensando che non ci riguardino. Ma questi individui come faranno ? Ruberanno, accetteranno tangenti e apriranno una porta alla corruzione. Queste persone potrebbero influire direttamente sulla vostra vita perchè sono i dirigenti delle agenzie governative, gli insegnanti dei vostri figli, chi prepara il pane che mangiate eccetera. E se decidono di essere onesti cittadini che non accettano tangenti finiscono con il vivere come animali, perdendo ogni senso di appartenenza o di patriottismo e trasmettono questo sentimento ai propri figli… Ed ecco da dove nasce quella frase che sentiamo spesso pronunciare dai più poveri : ” Questo non è il mio Paese, è il loro”, dove il “loro” si riferisce al regime e ai ricchi uomini d’affari di cui si circonda. Le religioni invitano gli esseri umani a preoccuparsi per il loro prossimo, i problemi di una società rappresentano un pericolo molto maggiore rispetto a quelli di un singolo individuo… E’ come se fossimo tutti su una barca: se permettiamo che qualcuno possa impunemente aprire delle falle nello scafo la nostra barca alla fine affonderà… e nessuno di noi si salverà. In passato il governo ha continuato a raccontare bugie alla gente manovrando come delle marionette i media di Stato. Tuttavia, negli ultimi anni tutto questo è cambiato… e le persone hanno cominciato a vedere e sentire i veri problemi del Paese e le loro effettive dimensioni. La reazione del governo è sempre stata insufficiente o ridicola… I cittadini hanno perso la fiducia nel governo e quest’ultimo pensa che dal momento che essi se ne stanno zitti significa che sono soddisfatti o che fino a quando non prenderanno l’iniziativa non ci saranno problemi. Il 25 gennaio sarà l’inizio… E che cosa inizieremo a fare esattamente ? A unire le forze e a fare pressioni… e a presentare richieste precise, a chiedere una situazione di legittimità approvata dalla maggior parte degli egiziani. E perchè queste nostre richieste siano udite da tutti scenderemo per le strade organizzando sit-in, contestazioni e marce in tutto l’Egitto… L’obiettivo non è rovescire il regime o avere subito un nuovo Presidente…perchè ora il problema non è il presidente. Il problema è che deve cambiare un intero sistema e le possibilità che questa accada dipendono dal fatto che tutti noi dobbiamo cambiare e richiedere un cambiamento, fare pressione e reclamare i nostri diritti.

Wael Ghonim  (Rivoluzione 2.0 – Il potere della gente è più forte della gente al potere)  Primavera araba (“Time” 2011 Uomo dell’anno)

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