Libertà …ma non per tutti.

freedomexpAccade con frequenza che noi fortunati, noi che abbiamo la possibilità di vivere in Paesi “liberi” dimentichiamo quanto sia il valore di alcuni privilegi. Sì, perchè per me la libertà è un privilegio. Me lo ricordo ogni volta che leggo il libro di uno scrittore esiliato, confinato o anche ucciso per aver dato inchiostro ai suoi pensieri. Lo sento vivido quando ascolto testimonianze di persone anziane, sopravvissute alle dittature di destra o di sinistra nel corso dei miei viaggi per il mondo o ancora, nei dolci frammenti di memoria delle parole dei miei nonni che ancor giovanissimi combatterono guerre mondiali. Godo della mia libertà, che in molti deridono o sottovalutano, ogni qualvolta ripenso all’incontro con Vael Gonim dopo la primavera araba, o leggo corrispondenze di amici in Iran, o in quel Paese tanto democratico che oggi si chiama Russia dove il principio di libertà è soggiogato da chi detiene soldi e potere. Quello mi preoccupa come cittadino è l’indifferenza, arma ancor più brutale. Antonio Gramsci scriveva ” L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente ma opera. E’ la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia brutta che si ribella all’intelligenza e la strozza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, il possibile bene che un atto eroico può generare non è tanto dovuto all’iniziativa dei pochi che operano, quanto all’indifferenza, all’assenteismo dei molti “. Vedo in questi mesi giovani che scherzano metaforicamente col fuoco delle istituzioni e seppur condivida il loro nauseabondo risentimento per chi le rappresenta, sento di dover credere ancor più fortemente in ciò che esse rappresentano per la democrazia di un Paese; una democrazia certo insudiciata da 40 anni e più di malgoverno, durante i quali hanno avuto la pretesa di inventare valori morali ma hanno sempre giustificato e rafforzato quelli immorali. Si facciano un giro in Paesi non troppo lontani, penso a Gaza City, dove qualche giorno fà , dodici ragazzi sono stati picchiati, rasati e rivestiti solo per la colpa di portare capelli lunghi o acconciature eccentriche ed usare del gel, o ancora per aver indossato jeans a vita bassa. Costretti a firmare dichiarazioni per il rilascio in cui garantiscono di non portare mai più capelli lunghi o indossare abbigliamento indecoroso. Può scappare un sorriso a me corre un brivido lungo la schiena. O ancora nella primaverile democrazia tunisina, dove la scorsa settimana la famosa imprenditrice Sana Ghanima, in partenza dall’aeroporto nazionale di Tunisi , una volta alla dogana, l’agente le ha chiesto se il marito era al corrente dei suoi viaggi e aveva dato il suo consenso. “Viaggio spesso e mai prima d’ora mi hanno fatto una domanda del genere”. La Ghanima ha protestato vivacemente, lo ha zittito, ha pubblicizzato l’episodio e ha chiesto e ottenuto un incontro riparatore col capo della polizia di frontiera. E potrei scriverne a righe e righe. Tutto questo sembra molto lontano a noi che diamo tutto per scontato, Prestiamo attenzione al valore della nostra libertà,  non cediamo alla tentazione di distruggerla indirettamente con l’indifferenza, perchè il valore delle cose essenziali lo si comprende quando se ne è privati.

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