Creatività è sinonimo di libertà.

Quel ponte fra l’Io e l’universo. Creatività è sinonimo di libertà. Una libertà esigente e coraggiosa. E’ creativo chi non si ferma, chi non si arresta alla prigione di un arrivo. E va avanti, cerca, collega, osa, prova...impara. Essere creativi significa tener fede alla propria umanità, anzi ne è la prerogativa. Perché creatività , scrive Daisaku Ikeda, è forzare la pesante porta d’ingresso della vita stessa per far fluire il nuovo dall’interno. Creare etimologicamente significa “fare”. Concretizzare il proprio pensiero, la propria visione, il proprio sogno. In un quadro, in un brano musicale, in una poesia, in un’invenzione. Ma anche nelle azioni apparentemente più semplici della vita quotidiana: trasformare un conflitto, risparmiare dei soldi, trovare la cura giusta, incoraggiare una persona, rendere l’esistenza più bella e felice. Il potere dell’arte esemplifica questa ambizione umana, e solo umana, di perfezionare il mondo per dare alla realtà un contributo nuovo, migliore, esprimendo ciò che è ancora inespresso. Una vita creativa, è sempre volta a trascendere il sé individuale e a superare i limiti di spazio e di tempo nel perseguimento del sé universale. E l’opera d’arte, espressione irrefrenabile di questa spinta creativa, con il suo potere integrante agisce sugli esseri umani perché trasporta l’esperienza  personale in una forma dal significato universale che parla al cuore di tutti. Per questo l’arte fa bene alla vita. 

Tratto da: Buddhismo e Società.

 

I paradossi dell’anagrafe canina. Microchip leggibili solo da veterinari della Regione di appartenenza.


Casi che suscitano ilarità ma anche tanta rabbia, tanta da chiedersi : a cosa serve un eccesso di burocrazia? Per l’ennesima volta poi, le inefficienze del pubblico ricadono sui singoli, come ? Ora descrivo. Due amici bresciani hanno una cucciola di un anno e mezzo, razza “borzoi”in pratica, un levriero russo. Un caldo pomeriggio estivo di luglio, mentre il cancello automatico procede alla chiusura, come un lampo, quello splendore di “Kaila”, imbocca l’uscita che dà su boschi e stradine nelle colline. Si muove come il vento,  ed appena i proprietari si rendono conto dell’accaduto, la cucciola è già fuori  portata. Come altri nella stessa situazione, preoccupati, si affannano alla ricerca, chi da una parte, chi intento a divulgare sui social per ottenerne  aiuto. Qual’è la maggiore speranza in questi casi ? L’immediato ritrovamento,  ma se ciò non accadesse ? “Il microchip canino. Continua a leggere

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I migranti prigionieri sull’isola dei granchi in Australia.

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“Da quando sono su quest’isola ho osservato con orrore il rispetto per la vita umana sparire rapidamente”

Bell’esempio di giornalismo. Abbiamo sempre poco tempo per suscitarci riflessioni importanti, troppo invece, per suggellarci di un’indifferenza sociale mai così limitata. Troppi problemi nostri per occuparci degli altri ( può essere, crisi economica, disoccupazione, criminalità ecc.) …ma non proibiamo l’umana e legittima speranza, soprattutto con la forza della violenza e soppressione. Umani, non bestie. Visitai quest’isola e i suoi campi di detenzione come operatore della Human Right Watch di New York nel 2015 e questo servizio fa riaffiorare in me ferite emozionali mai richiuse. Mi ostino ad andare controcorrente. Oggi, oltre le 5 righe, una più una meno, le persone non ti leggono. Prediligono immagini con testo, poco. Tutto deve essere a portata di dita, scorrere per passare ad altro. Del resto, dopo aver letto di una catastrofe, di morti violente, truffe colossali, guerre, scorriamo con disinvoltura a coppie umane inviate su di un’isola come cavie da laboratorio affinché testino gelosia, tradimenti e turpiloqui, e ancora a logorroici talk show di politica dove l’opinione è canalizzata con sapienza a fini di audience. Continua a leggere

La differenza di età certifica un amore ? Pregiudizi obsoleti.

Stefano Accorsi rilascia un’intervista a tutto tondo al Corriere, il rilievo, fra le tante affermazioni fatte, è dato ancora una volta, alla differenza di età tra l’attore e la sua compagna. E cosi, funziona per altre coppie famose, dall’Eliseo alla Casa Bianca ma anche, nelle immacolate ville della verde Brianza e negli anonimi condomini delle periferie italiane. Chiacchiere da ombrellone in estate e da bar di provincia durante l’anno. Frivoli pettegolezzi diurni tra fancazzisti/e quotidiani, magari “rosiconi” come dicono i romani , che qualcosa di inaspettato, bello ed intenso stia capitando a loro amici, vicini, colleghi. Tutto il mondo è paese, nessun confine ne limita l’effetto. Cosa fa paura a terzi di una privata relazione tra due persone adulte, consapevoli e innamorate? Scrivo legittimamente paura perché nell’esposizione delle loro tesi, quasi sempre giungono a dire ” ma però … quando ” o ancora ” se dovesse accadere …” riferito alle più banali ricadute su azioni della vita di relazione. Continua a leggere

Indimenticabile Mia Martini. 26 anni fa cantava il mondo di oggi.

 

 

Una delle voci femminili più marcate, e caratteristiche, in aggregato alla straordinaria capacità interpretativa, (in questo caso gli aggettivi non sono di forma) hanno fatto di questa donna-artista uno dei personaggi della musica italiana più amati nel tempo. Queste righe non intendono attribuire altri onori alla carriera di Mimì e, tantomeno volgarmente incunearsi tra le pieghe del suo privato, troppo impropriamente invaso quand’era in vita. Solo, vogliono essere una memoria storica, è bello ogni tanto rievocare chi tanto ha regalato  alla musica ma anche al proprio Paese. Ciò che ha colpito ascoltando questo brano, oltre l’interpretazione e le suggestive vibrazioni emozionali , sono state le parole del testo. Continua a leggere

Amore Vs Voler bene . Bello riconoscersi sfidando le certezze.

 

Avvertivo  un piacevole  benessere trovandomi in penombra, rassicurava le mie incertezze. Evitavo l’intensità della luce come quella dei raggi del sole. Peccato, si trattasse solo di una vile autodifesa. Ci vuole coraggio, molto, per mettere in discussione delle certezze. Così nella vita, sul lavoro, con gli amici come pure nella sfera sentimentale. Gli incontri  “colpo di fulmine” , (io ci credo, non potrei altrimenti) sono stati, per legge di causa-effetto l’inizio di susseguenti relazioni. Non conosco vie di mezzo, amo mettermi in gioco, molto meno razionalizzare il momento e le ragioni opportune. Sì, come scrisse Susanna Tamaro, io vado dove mi porta il cuore. Come tanti/e ho avuto storie fortunate e meno, ma quasi mai superficiali. Nonostante credessi in quel che facevo, a volte, nutrivo le relazioni con l’autoconvincimento, soprattutto in momenti di burrasca, che ciò che provassi fosse amore, indipendentemente che quello in ricezione lo fosse o meno. Continua a leggere

Europa dell’Est. Ingratitudine Inquietante.


E’ un sentimento strisciante, sottorraneo, ancora non percepibile in tutta la sua forza. Eppure è concreto, chiamasi ingratitudine. Noi, cittadini europei orgoliosi della nostra storia, anche se col passare del tempo qualche pentimento riaffiora, gli inizi del nuovo secolo li abbiamo ben presenti. Il macigno della crisi economica e d’identità nazionalistica, con la sua cultura, tradizione e ideologia, non era che semplice discussione accademica. Il fenomeno immigrazione, solo di piccola entità, esisteva nelle statistiche demografiche. Tra il 1995 ed il 2000, Paesi della Vecchia Europa forti delle loro stabilità, sorridevano alla libera circolazione dei cittadini abolendo, attraverso l’adesione al Trattato di Schengen, ogni barriera di confine. Il culmine di speranze, intese come beneficio di appartenenza, lo si vide poi nel 2002 con l’immissione e la circolazione della moneta unica, l’Euro; azione successivamente corresponsabile del declino di forti potenze economiche. Continua a leggere

Avanti tutta ! Automazione e robotica. L’impoverimento della ragione e dell’Umanesimo.

A Torino, il Commissario italiano per il Digitale, Diego Piacentini ha riunito trentotto ricercatori ed esperti in tecnologia. Si apprestano a discutere e indirizzare  ( i risultati sono però scontati)  i ministri dei vari Governi mondiali, nell’attuazione di politiche pronte ad una sempre più crescente avanzata dell’automazione e intelligenza artificiale nell’esistenza planetaria. Gli stessi Governi da anni, attuano politiche  di incentivazione, investendo risorse finanziarie alle facoltà universitarie aventi tematiche economico- finanziarie e tecnico scientifiche. Azioni che col passare del tempo hanno costantemente penalizzato materie formativo umanistiche, se  tralasciamo eccezioni come la comunicazione, sempre più strumento di social make-up relazionale e idolo del Dio marketing. Mentre gente comune, sopravvive:  giovani che possono solo sognare un futuro; famiglie che ripongono coercitivamente il desiderio legittimo di avere figli, pur facendo sacrifici, ed altre in coda mattiniera alle porte delle varie “Caritas umanitarie” per ricevere un pacco di sostegno; cinquantenni accompagnati prematuramente con subdole azioni economiche all’uscita dell’attività lavorativa; anziani (ottantenni e novantenni) ripiegati su se stessi e abbandonati alla solitudine per pensioni sociali da fame; vi sono i disegnatori del “Nuovo Mondo” intenti a pianificare un pianeta gestito da robot, dove l’intelligenza artificiale di esseri privi di empatia ed emozione dovrebbero divenire i nostri nuovi amici, colleghi, compagni di università e scuole . Continua a leggere

L’uomo nomade è più felice. Bruce Chatwin.

Negli ultimi tempi, mi capita spesso di soffermarmi a pensare quanti km abbia percorso nel mondo. Da una piccola cittadina italiana ai poli estremi dell’emisfero, per le caotiche vie di grandi metropoli urbane o in solitari sentieri in foreste o villaggi sperduti tra oceani e deserti. Mi domando come possa un essere umano trascorrere la propria esistenza in un unico luogo, il classico mantra “casa, lavoro-lavoro-casa”. Mi chiedo anche cosa abbia dovuto sacrificare per farmi ammaliare da luoghi lontani, esotici, rurali o super moderni. Di certo amicizie, il consacrare l’immobilità con la vicinanza a chi tieni paga? Forse non come si crede. Amori ? Forse ! Ma tentare di arrestare un nomade non è impresa da poco, neanche se la posta in gioco è un aritmia sentimentale. Relazioni sociali ? No. La libertà di viaggiare ed entrare in connessione con “l’altro”, con la natura e le tradizioni che ne avvolgono i residenti non ha eguali nella formazione caratteriale, mentale e spirituale. Continua a leggere

Una donna nella storia. Harriet Tubman


Donne vittime di violenza, donne da secoli in lotta per diritti e parità, donne emancipate oggetto prediletto di un marketing classista, donne in carriera spietate, aggressive, donne fragili, single, mogli o madri. DONNE. Tra quelle da calendario o da format televisivo ho maggior deferenza per quelle semplici, silenziosamente operose verso ciò che una vita ingiusta e cieca ha imposto loro. Trovo incoraggiante nutrimi di passi della storia, scritti a volte con il sangue della vita. Nel mio vagabondare ho trovato esaltante omaggiare e ricordare Harriet Taubman colei che venne definita ” il Mosè della gente nera “. Lo faccio in un momento storico in cui il problema razziale trova nuovo terreno fertile accanto a populismi eruditi; dove i diritti umani conquistati sono canne al vento vittime di arie autoritarie in Europa e nel Mondo; dove la sperequazione tra ricchi e poveri ha cancellato “i colletti bianchi” rigurgitando fenomeni riprovevoli come le classi sociali.   Continua a leggere